Modifiche introdotte dal d.l. 19/2026 in materia di PNRR e di molto altro

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Con il d.l. 19 febbraio 2026, n. 19 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 41 del 19.02.2026), sono state approvate ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione.

Il decreto è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-19&atto.codiceRedazionale=26G00039&elenco30giorni=false.

Esso contiene numerose modifiche normative.

Fermo restando che dovrà essere convertito dal Parlamento (eventualmente con modifiche), l’art. 5, co. 1 d.l. cit. contiene modifiche alla l. 241/1990, in particolare all’art. 14-bis (Conferenza semplificata), all’art. 14-ter (Conferenza simultanea), all’art. 19 sulla SCIA e all’art. 20 sul silenzio-assenso.

L’art. 6, co. 4-6 d.l. cit. trasferisce ufficialmente dal Presidente della Repubblica al Consiglio di Stato la competenza a decidere il ricorso straordinario.

novelle alla l. 241-1990 apportate dal d.l. 19-2026

novelle al d.P.R. 1199-1971 apportate dal d.l. 19-2026

In maniera esemplificativa e non esaustiva, l’art. 1 d.l. cit. contiene nuovi obblighi di aggiornamento del cronoprogramma in capo ai soggetti attuatori degli interventi del PNRR.

L’art. 3, co. 3 d.l. cit. si occupa delle spese che i Comuni con meno di 3.000 abitanti sostengono per il Segretario comunale.

L’art. 5, co. 1 d.l. cit. contiene modifiche alla l. 241/1990, in particolare all’art. 14-bis (Conferenza semplificata), all’art. 14-ter (Conferenza simultanea), all’art. 19 sulla SCIA e all’art. 20 sul silenzio-assenso.

L’art. 5, co. 2 d.l. cit. si occupa della collocazione di mezzi pubblicitari lungo le strade.

L’art. 6, co. 2 d.l. cit. rende di durata illimitata la carta d’identità elettronica rilasciata a chi ha più di 70 anni, anche ai fini dell’espatrio; il successivo comma 3 introduce la tessera elettorale in formato digitale.

L’art. 6, co. 4-6 d.l. cit. trasferisce ufficialmente dal Presidente della Repubblica al Consiglio di Stato la competenza a decidere il ricorso straordinario.

L’art. 9 d.l. cit. introduce semplificazioni in materia di opere in prossimità della linea di vigilanza doganale e nel mare territoriale.

L’art. 10 d.l. cit. introduce semplificazioni in materia di circolazione stradale e di abilitazione alla guida e alla navigazione.

L’art. 14 d.l. cit. modifica il codice dell’ambiente in materia di bonifiche, industria insalubre e rifiuti.

Gli artt. 16 e 17 d.l. cit. si occupano rispettivamente della giustizia tributaria e della giustizia civile.

Post di Alberto Antico – avvocato

Nota ANCI sulle aree idonee

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Aree Idonee, Nota sintetica ANCI sul Decreto Legge 21 novembre 2025, convertito in Legge 15 gennaio 2026:

https://anci.lombardia.it/dettaglio-news/20262171534-aree-idonee-nota-sintetica-anci-sul-decreto-legge-21-novembre-2025-convertito-in-legge-15-gennaio-2026/anci.lombardia.it

Post di Fiorenza dal Zotto - architetto funzionario comunale

L’accesso agli atti ambientale

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai sensi dell’art. 3 d.lgs. 195/2005, attuativo della dir. 2003/4/CE, l’Autorità pubblica deve rendere disponibile l’informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse; tuttavia, qualora si opponga, in sede di contraddittorio procedimentale o in sede giudiziale, una legittima causa di esclusione, è necessario che l’istante dimostri la consistenza e la specifica rilevanza dell’interesse alla ostensione per consentire a chi detiene le informazioni di ponderare gli interessi in conflitto e, successivamente, al giudice di sindacare la congruità di tale giudizio rispetto al parametro generale di ragionevolezza.

Nel caso di specie, a fronte dell’istanza di accesso in materia ambientale volto alla conoscenza  della produzione di ogni specifica cava, riferibile a ciascun operatore, che consentirebbe di misurare la forza commerciale delle imprese attive nel sito, in termini di capacità di offerta sui distinti mercati delle varie tipologie di materiale estratto, sussiste il diritto alla riservatezza delle informazioni commerciali in capo ai medesimi operatori,  idoneo a configurare l’ipotesi di esclusione di cui all’art. 5, co. 2 d.lgs. cit.

In tema di accesso in materia ambientale, è legittimo il diniego opposto a un’istanza di accesso ad informazioni ambientali, ove dall’istanza stessa emerga che l’interesse che si intende far valere non è un interesse ambientale e che lo scopo del richiedente è quello di acquisire dati di natura diversa, ovvero emulativi, concorrenziali, di controllo generalizzato, anticompetitivi. Pertanto, il giudice chiamato a pronunciarsi sulla legittimità dell’eventuale diniego espresso o tacito (e prima ancora la stessa P.A.) ben può pronunciarsi sull’effettiva sussistenza in capo al richiedente di un suo interesse propriamente “ambientale” agli effetti dell’accoglibilità della sua richiesta di accedere alla documentazione asseritamente contenente le “informazioni ambientali” da lui ricercate.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Parere VIA tardivo

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA), il parere del Ministero della cultura reso oltre il termine previsto dall’art. 25, co. 2-bis del codice dell’ambiente non è per ciò solo inesistente o inefficace, né determina la formazione del silenzio-assenso. Difatti, in materia di VIA, il successivo comma 7 art. cit. non richiama, così precludendone l’applicazione nei casi da essa contemplati, l’art. 2, co. 8-bis l. 241/1990, mentre la previsione del potere sostitutivo di cui all’art. 25, co. 2-quater del codice dell’ambiente è incompatibile con la formazione del silenzio-assenso.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il procedimento di VINCA

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che, in tema di siti protetti appartenenti alla Rete Natura 2000, il parametro valutativo non può che essere informato al principio di sostanziale precauzione; il sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità tecnica resta, perciò, estrinseco e non consente sostituzioni valutative, se non in presenza di manifeste incongruenze.

La disciplina di tutela degli habitat non è condizionata dalla qualificazione edilizia o dall’intensità agronomica dell’intervento, ma dalla sua idoneità a determinare incidenze significative: nel caso di specie, la conversione di praterie magre a coltura specializzata determina, per definizione, perdita e frammentazione dell’habitat, sicché la VINCA appare doverosa.

Comunicazioni informali o atti privi di contenuto abilitante (con cui la Regione abbia dato a intendere che le prescrizioni saranno “leggere”) non radicano un affidamento qualificato idoneo a prevalere su obblighi di protezione ambientale derivanti da fonti sovraordinate; nella materia in esame l’affidamento del privato incontra, peraltro, il limite intrinseco costituito dalla necessità di attuare nel concreto tutti i corollari applicativi derivanti dal principio di precauzione.

La D.G.R.V. n. 1400/2017 disciplina, in linea generale, l’organizzazione e lo svolgimento della VINCA per tutti gli interventi potenzialmente incidenti sui siti Natura 2000, anche quando non soggetti a un autonomo titolo edilizio, in conformità ai principi della normativa di riferimento.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Esito negativo della VINCA da parte della Regione trasmesso ai privati dal Comune

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che non è impugnabile, in quanto non lesivo, l’atto con cui il Comune si limita a trasmettere l’esito negativo del procedimento di VINCA condotto dalla Regione, evidenziando le conseguenti prescrizioni.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Autorizzazioni in materia di rifiuti e ius superveniens

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che in sede di rinnovo delle autorizzazioni per gli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, dev’essere riconosciuta alla P.A., in base al quadro normativo esistente e alla ratio delle norme attributive dei relativi poteri, la facoltà di procedere alla verifica della compatibilità urbanistica e ambientale delle attività oggetto di rinnovo, in relazione alla normativa sopravvenuta in materia ambientale e urbanistica ed ai vincoli medio tempore eventualmente istituiti, tenendo conto che l’oggetto dell’autorizzazione concerne attività potenzialmente inquinanti rispetto alle quali, oltre alle legittime esigenze della produzione (riconosciute e tutelate dall’art. 41 Cost.), deve essere valutata la compatibilità delle predette attività con la tutela del paesaggio, del patrimonio storico e artistico della Nazione e dell’ambiente (art. 9, co. 2 e 3 Cost.).

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Annullamento in autotutela nella materia ambientale

23 Feb 2026
23 Febbraio 2026

Il TAR Palermo ha affermato che l’art. 29 d.lgs. 152/2006, cd. codice dell’ambiente, non rappresenta una disposizione di natura speciale rispetto all’art. 21-nonies l. 241/1990, limitandosi a richiamare il generale istituto dell’annullamento d’ufficio così come configurato da quest’ultima norma, il quale detta un paradigma generale del potere di autotutela che può essere derogato solo in presenza di una espressa disposizione di legge che ne regoli in modo diverso l’esercizio. Del resto, la disciplina dettata dall’art. 21-nonies cit. è elastica e capace di adattarsi ai settori connotati dalla presenza di interessi pubblici sensibili, come quelli ambientali, con la conseguenza che il decorso del termine previsto dalla citata disposizione preclude l’esercizio della potestà amministrativa di annullamento prevista dall’art. 29, co. 1 del codice dell’ambiente.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Controlli sulle imprese sociali

21 Feb 2026
21 Febbraio 2026

Con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 21 gennaio 2026 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 41 del 19.02.2026) sono stati approvati modifiche e aggiornamenti alla disciplina attuativa dei controlli sull’impresa sociale.

Il decreto è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-19&atto.codiceRedazionale=26A00791&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Le controversie in materia di mancato pagamento della tassa di soggiorno spettano al Giudice tributario e non alla Corte dei conti

21 Feb 2026
21 Febbraio 2026

Le Sezioni Unite civili della Corte di cassazione hanno affermato che, a seguito della novella di cui all’art. 180 d.l. 34/2020, come convertito nella l. 77/2020 - il quale, introducendo il comma 1-ter all’art. 4 d.lgs. 23/2011, ha individuato i gestori delle strutture ricettive quali responsabili del versamento dell’imposta di soggiorno pagata dai clienti in favore dei Comuni, facendone venir meno la qualifica di agenti contabili - la controversia avente ad oggetto il mancato versamento di detta imposta rientra nella esclusiva sfera della giurisdizione tributaria, dovendosi escludere una concorrente giurisdizione contabile.

Post di Alberto Antico – avvocato

ord. Cass., SS.UU. civili n. 1527-2026

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC