Linee guida e questionario della Corte dei conti per la relazione annuale degli Enti locali sui controlli interni

06 Mar 2026
6 Marzo 2026

Con la delibera n. 6/SEZAUT/2026/INPR del 05.02.2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 51 del 03.03.2026), la Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha approvato le Linee guida e il relativo questionario per le relazioni annuali del Sindaco dei Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, del Sindaco delle Città metropolitane e del Presidente delle Province sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni nell’anno 2025 ai sensi dell’art. 148 TUEL.

La delibera è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-03&atto.codiceRedazionale=26A00942&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Linee guida della Corte dei conti per la per la relazione dell’organo di revisione economico-finanziaria degli Enti locali

06 Mar 2026
6 Marzo 2026

Con la delibera n. 7/SEZAUT/2026/INPR del 05.02.2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 51 del 03.03.2026), la Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha approvato le Linee guida per la relazione dell’organo di revisione economico-finanziaria dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Province, sul bilancio di previsione 2026-2028, per l’attuazione dell’art. 1, commi 166 ss. l. 266/2005.

La delibera è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-03&atto.codiceRedazionale=26A00943&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Violazione dei tempi del procedimento amministrativo

06 Mar 2026
6 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che la violazione dei termini non determina - di regola - l’illegittimità del provvedimento tardivamente adottato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il certificato di prevenzione incendi

06 Mar 2026
6 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che il certificato di prevenzione incendi costituisce l’atto finale del procedimento amministrativo di prevenzione, rilasciato dal competente Comando provinciale dei Vigili del fuoco, previo esame della sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio nei locali per le attività individuate nelle specifiche categorie.

Il Comune è investito del potere di sorveglianza sulla regolarità delle attività commerciali svolte sul territorio comunale debitamente autorizzate, nel rispetto delle norme di sicurezza, tra cui quelle in materia di prevenzione incendi. L’Ente locale, sebbene non possa accertare i presupposti per il mancato rilascio del certificato di prevenzione incendi, è tenuto comunque ad accertarne quantomeno il possesso in mancanza del quale è obbligato a non rilasciare l’autorizzazione a svolgere l’attività commerciale. Da ciò consegue che, a fronte del rilascio dell’autorizzazione commerciale, deve essere riconosciuta alla stessa P.A. la possibilità, in via cautelare, di intervenire sull’efficacia del predetto provvedimento autorizzatorio al venire meno di uno dei presupposti del rilascio, attesi i sopravvenuti motivi di interesse pubblico.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Rinuncia tacita alla prescrizione (della debenza dell’oblazione del condono)

06 Mar 2026
6 Marzo 2026

Nel caso di specie, il privato presentava nel 2004 una domanda di cd. terzo condono.

Nel 2010, il Comune quantificava l’oblazione in un certo importo.

Nel 2021, il privato chiedeva di ridurre l’entità dell’oblazione, anche a seguito di incontri avuti con i tecnici comunali.

Si rendeva conto solo in un secondo momento che avrebbe potuto eccepire la prescrizione dell’obbligo di versare l’oblazione e tentava la strada del ricorso giurisdizionale.

Ma invano.

Il TAR Veneto ha affermato che alla luce dell’art. 2937, co. 3 c.c. la rinuncia alla prescrizione può risultare anche da un fatto incompatibile con la volontà di valersi della prescrizione: perché sussista una rinunzia tacita alla prescrizione occorre che nel comportamento del debitore sia insita la volontà inequivocabile del medesimo di non avvalersi della causa estintiva del diritto altrui.

Nella fattispecie concreta, l’espressa richiesta di “formalizzare” l’entità economica completa del condono è espressione di un comportamento del tutto incompatibile con la volontà di opporre la causa estintiva, non altrimenti interpretabile se non nel senso di ritenere non estinto il diritto altrui.

Nel caso di più debitori, in termini generali ex art. 1310, co. 3 c.c., la rinunzia alla prescrizione fatta da uno dei debitori in solido non ha effetto riguardo agli altri e il condebitore che ha rinunziato alla prescrizione non ha regresso verso gli altri debitori liberati in conseguenza della prescrizione medesima.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La carta docente non si trasmette agli eredi

06 Mar 2026
6 Marzo 2026

Il TAR Palermo ha affermato che il diritto all’attribuzione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente è intrasmissibile agli eredi, posto che la cd. carta docente è nominativa e realizzata in forma di applicazione web e riconosce un diritto funzionale esclusivamente alla formazione all’aggiornamento del docente. Trattasi di una “obbligazione di pagamento a scopo vincolato”, la quale non costituisce una retribuzione accessoria o un reddito imponibile e non è più fruibile all’atto della cessazione del servizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Le opere a difesa degli alvei e delle sponde dei corsi d’acqua spettano alla P.A. o ai proprietari frontisti?

05 Mar 2026
5 Marzo 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che, in materia di acque pubbliche, la competenza esclusiva attribuita alla P.A. dall’art. 2 r.d. 523/1904, in ordine alle opere da eseguire negli alvei e contro le sponde dei corsi d’acqua, non preclude la proponibilità di un’azione giudiziale volta ad ottenere la condanna della P.A. stessa all’adozione delle misure necessarie alla messa in sicurezza del corso d’acqua, quando la domanda non investa l’esercizio di poteri autoritativi né le scelte discrezionali riservate alla P.A., ma sia diretta esclusivamente a far valere l’obbligo di attivarsi imposto dal principio del neminem laedere.

In tali ipotesi, il giudice può accertare l’obbligo della P.A. di provvedere ed emettere condanna ad un facere ex artt. 2043 e 2051 c.c., restando riservata alla P.A. l’individuazione delle opere tecnicamente idonee, secondo le modalità e le procedure ritenute più appropriate. Gli eventuali provvedimenti emessi dalla P.A. di diniego della richiesta dei privati di agire per provvedere alla manutenzione degli argini non devono essere impugnati entro il termine decadenziale di cui all’art. 143 r.d. 1775/1933, ossia entro 60 giorni dalla conoscenza da parte dei destinatari.

Ai sensi degli artt. 2 e 12 r.d. 523/1904, l’obbligo di realizzare opere di difesa grava sui proprietari frontisti esclusivamente quando si tratti di opere destinate alla sola tutela dei beni privati rispetto a corsi d’acqua non compresi nelle categorie di cui agli artt. 4, 5, 7 e 9 r.d. cit. Viceversa, qualora il corso d’acqua appartenga al demanio idrico ed sia classificato tra quelli di terza categoria ai sensi dell’art. 7 cit., la manutenzione delle sponde e degli argini rientra nella competenza della P.A., con conseguente responsabilità della stessa ex art. 2051 c.c. per i danni derivanti da omissione manutentiva.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Annullamento d’ufficio e … solerzia del privato nel rimuovere la situazione di illegittimità

05 Mar 2026
5 Marzo 2026

Nel caso di specie, il Comune capofila di un Ambito territoriale affidava a un’impresa il servizio di assistenza tecnica e supporto all’Ufficio del “Piano di zona dei servizi socio-sanitari”.

Il servizio veniva prorogato di 12 mesi con una determina poi annullata in autotutela, quando il Comune scopriva che era stato adibito al servizio un consigliere di uno dei Comuni dell’Ambito, in contrasto con il regolamento di funzionamento dell’Ufficio di Piano, per il quale tale carica è incompatibile.

L’impresa si difendeva dicendo che 2 ore dopo aver ricevuto la lettera di contestazione del Comune, aveva provveduto a comunicare un altro nominativo, in sostituzione del consigliere incompatibile: non c’era bisogno, quindi, di annullare l’intera proroga.

Il TAR Napoli ha dato ragione all’impresa.

È illegittimo l’annullamento d’ufficio di un provvedimento amministrativo nel caso in cui gli effetti della violazione siano stati immediatamente eliminati attraverso il comportamento operoso dell’interessato, non avendo la violazione un grado di effettività tale da incidere negativamente sul mantenimento del rapporto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’accesso agli atti delle pratiche edilizie chiesto dal confinante

05 Mar 2026
5 Marzo 2026

Il TAR Palermo ha affermato che il requisito della vicinitas attribuisce un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata, a conoscere – previa idonea istanza di accesso – gli atti e i documenti del procedimento abilitativo delle attività edilizie del confinante, per verificare la legittimità del titolo e la conformità delle opere al medesimo e radica un chiaro interesse conoscitivo al fine di controllare non solo la legittimità del titolo edilizio, ma anche la corrispondenza delle opere effettuate al progetto assentito.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Accesso agli atti e reato di rivelazione di segreti d’ufficio

05 Mar 2026
5 Marzo 2026

La Corte di cassazione penale ha affermato che non integra il delitto di rivelazione di segreti di ufficio ex art. 326 c.p. la comunicazione di un atto a un privato titolare del diritto ad esserne informato, effettuata in violazione della sola disciplina sulle modalità di esercizio del diritto d’accesso, posto che queste ultime non incidono sulla segretezza dell’atto, ma unicamente sul procedimento mediante il quale un atto ostensibile viene materialmente a conoscenza del titolare del diritto all’accesso.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. Cass. pen. n. 6873-2026

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