Le controversie soggette al cd. rito accelerato PNRR non sono passibili di ricorso straordinario

24 Lug 2026
24 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato l’inammissibilità del ricorso straordinario nell’ambito delle procedure amministrative che coinvolgono risorse PNRR, anche indirettamente, trovando applicazione il rito speciale accelerato ex art. 12-bis d.l. 68/2022, come convertito dalla l. 108/2022, applicabile a «qualsiasi procedura amministrativa che riguardi interventi finanziati in tutto o in parte con le risorse previste dal PNRR».

Quest’ultimo infatti è incompatibile con il procedimento del ricorso straordinario, caratterizzato da molte più articolate fasi e da termini più lunghi: si pensi al termine di 120 giorni per la sua proposizione, all’eventuale trasposizione in sede giurisdizionale, al termine assegnato al Ministero competente per l’istruzione dell’affare e la trasmissione al Consiglio di Stato del prescritto parere, alla sua adozione da parte di quest’ultimo e alla successiva adozione del decreto del Presidente del Consiglio di Stato (non più del Presidente della Repubblica) di cui agli artt. da 9 a 15 d.P.R. 1199/1971.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Condanna alle spese di lite, nel caso di cessata materia del contendere

24 Lug 2026
24 Luglio 2026

Il Consiglio di Stato, in omaggio al principio di sindacabilità in appello della discrezionalità giudiziale in ordine al riconoscimento, sul piano equitativo, dei giusti motivi per ammettere o escludere la compensazione delle spese giudiziali, ha affermato che è irrazionale il capo relativo alle spese di una sentenza, recante la declaratoria di cessata materia del contendere per annullamento in autotutela dei provvedimenti impugnati, la quale non abbia motivato sulla sussistenza delle gravi ed eccezionali ragioni, giustificative della compensazione delle spese, in caso di un’evidente soccombenza virtuale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La domanda risarcitoria del concessionario di un bene demaniale

24 Lug 2026
24 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che, in materia di concessioni di beni pubblici, appartiene alla giurisdizione esclusiva del G.A. la domanda risarcitoria con cui il concessionario deduca la violazione delle clausole della concessione concernenti l’oggetto del rapporto e le modalità di utilizzazione del bene, atteso che la decisione postula l’interpretazione del titolo concessorio e l’accertamento dei diritti e degli obblighi derivanti dal rapporto, non riducendosi la controversia a una mera questione patrimoniale.

La domanda risarcitoria basata sull’asserita inidoneità dell’immobile assegnato in concessione è infondata nei confronti dell’Agenzia del demanio, qualora quest’ultima fosse estranea al rapporto concessorio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Nel giudizio amministrativo d’appello (anche in materia elettorale) è indispensabile la difesa tecnica

24 Lug 2026
24 Luglio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai sensi dell’art. 95, co. 6 c.p.a., ai giudizi di impugnazione non si estende la possibilità, prevista dal combinato disposto dell’art. 22, co. 1 e dell’art. 23 c.p.a. per i giudizi dinanzi al giudice di primo grado, di difendersi personalmente, cosicché non è applicabile nel giudizio innanzi al Consiglio di Stato l’art. 23, co. 1 c.p.a., nella parte in cui prevede la possibilità di difesa personale delle parti nei giudizi in materia elettorale.

L’impossibilità di difendersi personalmente nel giudizio di appello non viola il diritto di difesa costituzionalmente garantito, atteso che l’inviolabilità del diritto di difesa si caratterizza in primo luogo come diritto alla difesa tecnica, che si realizza mediante la presenza di un difensore dotato dei necessari requisiti di preparazione tecnico-giuridica, in grado di interloquire con le controparti e con il giudice, di modo che le ipotesi di difesa personale devono essere considerate, nel nostro ordinamento, eccezioni.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Edifici in fascia di rispetto stradale (inedificabilitĂ  assoluta): come operano il condono edilizio e il piano casa?

23 Lug 2026
23 Luglio 2026

Una articolata sentenza del TAR Veneto esamina alcune questioni in materia di inedificabilitĂ  assoluta nelle fasce di rispetto stradale, citando anche la giurisprudenza costituzionale in materia.

Il TAR ribadisce che in esse non può essere rilasciato il condono edilizio.

Per quanto riguarda il piano casa, alla luce anche della normativa specifica del Veneto, il TAR conclude:

  1. gli edifici esistenti all'interno della fascia non possono essere ampliati col piano casa;
  2. l'edificio esistente all'interno della fascia non può generare col piano casa volumetria da realizzare all'esterno della fascia;
  3. l'edificio esistente in fascia di rispetto può essere ampliato col piano casa, se viene demolito e ricostruito fuori dalla fascia di rispetto.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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L’occupazione sine titulo del fondo del privato da parte del Comune, per realizzarvi una strada

23 Lug 2026
23 Luglio 2026

Nel caso di specie, una licenza edilizia del 1973 recava la prescrizione al privato di cedere al Comune il terreno necessario per la costruzione di una nuova strada. Tuttavia, la successiva variante al titolo del 1974 eliminava tale previsione (con la tecnica di citare nuovamente la prescrizione e barrare il relativo testo). La nuova strada però era effettivamente realizzata dal Comune, in regime di occupazione d’urgenza. Il decreto che la disponeva era impugnato dal privato, con un ricorso poi dichiarato perento per mancata richiesta di fissazione dell’udienza.

Il TAR Veneto ha affermato che, a fronte della mancata previsione della prescrizione della cessione dell’area a favore del Comune nel titolo edilizio definitivo e dell’espresso riconoscimento da parte del Comune della mancata adozione di un provvedimento di esproprio e della mancata corresponsione agli interessati delle somme dovute a titolo di indennizzo, l’area risulta occupata dal Comune senza titolo.

Si tratta di un illecito a carattere permanente, che la P.A. ha l’obbligo di far cessare: l’irreversibile trasformazione di un fondo per effetto della realizzazione di un’opera pubblica non determina il trasferimento della proprietà del bene, né costituisce impedimento alla possibilità di restituire l’area illegittimamente appresa.

Il TAR ha condannato il Comune a determinarsi al fine di porre fine all’occupazione senza titolo delle aree del ricorrente, disponendo la restituzione allo stesso dei terreni, previa riduzione in pristino o, in alternativa, adottando il decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, unitamente al versamento del relativo risarcimento secondo i parametri ivi disciplinati.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Linee guida per il rilascio delle concessioni di posteggio per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche

23 Lug 2026
23 Luglio 2026

Con il decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy del 5 giugno 2026 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 161 del 14.07.2026), sono state adottate le Linee guida per il rilascio delle concessioni di posteggio per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche.
La delibera è consultabile al seguente link:
https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio/home?dataPubblicazioneGazzetta=2026-07-14&numeroGazzetta=161.

Post di Alberto Antico – avvocato

Avvalimento di garanzia dei requisiti di capacitĂ  economico-finanziaria

23 Lug 2026
23 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che nell’avvalimento di garanzia, avente ad oggetto i requisiti di capacità economico-finanziaria (quale il fatturato globale), il contratto non deve recare la puntuale indicazione di beni patrimoniali determinati, essendo sufficiente che emerga l’impegno dell’ausiliaria a mettere a disposizione la propria complessiva solidità finanziaria a presidio della P.A., vincolo rafforzato dal regime di responsabilità solidale ex art. 104, co. 7 d.lgs. 36/2023. La previsione di figure di supervisione amministrativa o contabile non muta la natura giuridica del contratto in avvalimento tecnico-operativo.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Elementi di prova dello stato legittimo di un immobile

22 Lug 2026
22 Luglio 2026

In una fattispecie in cui non vi era contezza dell’esatta conformazione di un immobile risalente agli anni Venti, dove l’abitabilità firmata dal Sindaco nel 1924 descriveva i luoghi in modo diverso dalla planimetria catastale del 1951, il TAR Veneto ha lodato il privato, per aver fornito quei concreti elementi a sostegno della propria tesi sulla realizzazione dell’intervento prima di una certa data, che il Comune non ha debitamente analizzato, privilegiando altri elementi incerti in ordine alla presumibile data della realizzazione dei manufatti ritenuti abusivi.

L’ordinanza di demolizione, pur non esigendo un particolare onere di motivazione, richiede tuttavia la compiuta descrizione delle opere abusive, la constatazione della loro esecuzione in assenza o difformità dal permesso di costruire e l’individuazione della norma applicata.

L’art. 9-bis, co. 1-bis d.P.R. 380/2001 si applica non soltanto agli immobili realizzati in un’epoca in cui non era necessario un titolo edilizio, ma anche a quelli per i quali esiste soltanto un principio di prova di un titolo edilizio, il cui originale o la cui copia non è più rintracciabile.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Non può essere rilasciato il condono edilizio per le opere ricadenti all’interno del vincolo cimiteriale

22 Lug 2026
22 Luglio 2026

Una sentenza del TAR Veneto precisa che l’esistenza del vincolo cimiteriale nell'area nella quale è stato realizzato un manufatto abusivo, comportando l'inedificabilità assoluta, impedisce il rilascio della concessione in sanatoria ai sensi dell'art. 33, L. n. 47/1985, senza necessità di compiere valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell'opera con i valori tutelati dal vincolo.

Dalla lettura della sentenza sembra evincersi che la situazione sia diversa se la sanatoria riguardi  un ampliamento nei limiti del 10%, ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 338 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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