Requisiti di qualificazione negli RTI

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che alla stregua dell’interpretazione sistematica dei commi 2, 4 e 11 dell’art. 68 d.lgs. 36/2023, per gli appalti di servizi e forniture, la regola generale suppletiva è quella del possesso del requisito di capacità tecnica in capo al soggetto collettivo nel suo insieme (esattamente come nel passato), salva specifica previsione della legge di gara che, alla luce della peculiarità della prestazione, imponga il possesso pro quota o pro parte, da parte dei singoli raggruppati esecutori.

L’art. 68, co. 11 d.lgs. 36/2023 ha natura derogabile, come evincibile dal precedente comma 4, lett. b, secondo il quale le stazioni appaltanti possono specificare nei documenti di gara le modalità con cui i raggruppamenti di operatori economici ottemperano ai requisiti in materia di capacità economica e finanziaria o di capacità tecniche e professionali, purché ciò sia proporzionato e giustificato da motivazioni obiettive. Pertanto, la lex specialis (se proporzionata e giustificata da motivazioni obiettive) prevale sulla norma generale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Requisiti di partecipazione e di esecuzione nei pubblici appalti

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il possesso dei requisiti di partecipazione è richiesto al concorrente sin dal momento della presentazione dell’offerta, mentre i requisiti di esecuzione sono, di regola, condizioni per la stipulazione del contratto di appalto, pur potendo essere considerati, secondo l’interpretazione giurisprudenziale, nella lex specialis, come elementi dell’offerta, a volte essenziali, a volte idonei all’attribuzione di un punteggio premiale.

La regolazione dei requisiti di esecuzione va rinvenuta nella lex specialis di gara, con la conseguenza che, se richiesti come elementi essenziali dell’offerta o per l’attribuzione di un punteggio premiale, la loro mancanza al momento di partecipazione alla gara comporta, rispettivamente, l’esclusione del concorrente o la mancata attribuzione del punteggio. Se richiesti come condizione per la stipulazione del contratto, la loro mancanza rileva al momento dell’aggiudicazione o al momento fissato dalla legge di gara per la relativa verifica e comporta la decadenza dall’aggiudicazione, per l’impossibilità di stipulare il contratto addebitabile all’aggiudicatario.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Escussione della cauzione provvisoria nel primo codice appalti

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’art. 48, co. 1 d.lgs. 163/2006 - laddove prevede che “quando tale prova non sia fornita, ovvero non confermi le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione o nell’offerta, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione del concorrente dalla gara, all’escussione della relativa cauzione provvisoria” - va disapplicato alla luce della sentenza della Corte di giustizia UE, sez. I, 26.09.2024, C-792, nella parte in cui consente l’escussione automatica della garanzia. Invece, può continuare ad essere applicato laddove l’escussione sia stata o sia subordinata alla valutazione del caso concreto. Infatti, la posizione del concorrente che si sia collocato primo in graduatoria (quand’anche destinatario della proposta di aggiudicazione) non equivale a quella dell’aggiudicatario ai fini dell’escussione della garanzia.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Lacune della lex specialis di gara negli elementi obbligatori per legge

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che deve procedersi all’eterointegrazione della lex specialis nelle ipotesi in cui si individui una vera e propria lacuna nella disciplina di gara, la quale abbia omesso di prevedere elementi considerati come obbligatori dall’ordinamento giuridico, analogamente a quanto avviene nel diritto civile ai sensi degli artt. 1374 e 1339 c.c. Infatti, nelle procedure di evidenza pubblica, laddove la lex specialis non presenti alcuna contraddittorietà o ambiguità, ma una mera lacuna, derivante dall’omessa previsione di requisiti configurati come obbligatori dall’ordinamento giuridico, soccorre il meccanismo di eterointegrazione degli atti di gara in base alle norme imperative (primarie o secondarie), non potendo invocarsi la tutela dell’affidamento, che è temperata, nella sua portata e nelle sue conseguenze, dal principio di autoresponsabilità dell’operatore economico, il quale è tenuto a conoscere la normativa di riferimento del settore della gara a cui partecipa.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Mancata sottoscrizione di alcuni allegati dell’offerta tecnica

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il TAR Palermo ha affermato che, in una procedura ad evidenza pubblica svolta mediante piattaforma telematica (strutturata in modo da consentire di risalire al soggetto responsabile dell’offerta in quanto sottoposta ad accesso autenticato ad iniziativa degli operatori economici concorrenti), l’irregolarità formale, quale la mancata sottoscrizione di alcuni allegati all’offerta tecnica, può, a certe condizioni, ritenersi superabile. In tale contesto, l’esclusione di un’offerta, di cui modalità diverse concorrono comunque ad assicurare la paternità e l’immodificabilità, risulterebbe illegittima in quanto contraria al principio del risultato e del favor partecipationis.

L’introduzione dei princìpi di risultato, di cui all’art. 1 d.lgs. 36/2023, unitamente a quelli della fiducia e dell’accesso al mercato suggerisce una lettura “sostanzialistica” della lex specialis, che dequota forma e procedura da fine a mezzo per selezionare l’operatore economico più idoneo all’aggiudicazione dell’appalto.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. TAR Palermo n. 301-2026

Le ragioni di oscuramento delle offerte tecnica (in vista di un eventuale accesso agli atti) devono essere spiegate già in sede di gara

13 Mar 2026
13 Marzo 2026

Il TRGA Trento ha affermato che, in materia di appalti pubblici, ai fini della limitazione del diritto di accesso agli atti e ai documenti tecnici, non è sufficiente la mera affermazione che gli stessi attengano al proprio know-how, ma occorrono informazioni specifiche suscettibili di sfruttamento economico, che garantiscano un vantaggio concorrenziale e che presentino effettivi e comprovabili caratteri di segretezza oggettiva. È necessario che l’operatore economico individui, in modo chiaro e specifico, le particolari competenze e conoscenze dell’attività professionale, che intende mantenere riservate, in quanto idonee a garantire il successo e la competitività nel mercato di riferimento.

L’indicazione, da parte dell’operatore economico, delle specifiche ragioni dell’oscuramento ex art. 35 d.lgs. 36/2023 deve essere offerta in sede procedimentale alla P.A. e non nella sede giurisdizionale di contestazione delle decisioni di oscuramento. È inammissibile l’integrazione postuma delle ragioni non esposte in sede procedimentale ed è altresì infondata la censura di difetto di motivazione, la quale può essere vagliata solo se la parte interessata abbia esposto le specifiche ragioni di oscuramento alla Stazione appaltante, rendendo in tal modo possibile e doverosa l’espressione delle valutazioni sulla pertinenza della richiesta e sul dato o documento specifico, quale espressivo di segreti tecnici o commerciali.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Referendum costituzionale e profili amministrativistici

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che la deliberazione del Consiglio dei ministri ed il conseguente decreto del Presidente della Repubblica di indizione del referendum, nella parte relativa all’individuazione della data per lo svolgimento della consultazione referendaria, hanno natura di atti di alta amministrazione e, pertanto, il relativo sindacato rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.

L’art. 138, co. 2 Cost. consente a un quinto dei membri di una Camera, cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali di attivare il procedimento referendario, al fine di verificare che la revisione costituzionale trovi positivo apprezzamento presso il corpo elettorale. Una volta, dunque, che uno di tali soggetti si sia fatto carico di promuovere l’iniziativa referendaria e la legittimità di essa sia stata positivamente vagliata dall’Ufficio centrale per il referendum, non sussistono ragioni affinché l’esecutivo differisca l’indizione del voto, di fatto disapplicando l’art. 15, co. 1 l. 352/1970.

Il termine di sessanta giorni per l’indizione del referendum sulle leggi di revisione costituzionale ex art. 138 Cost., decorrente dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale del referendum, è posto a tutela dell’interesse pubblico alla certezza delle scansioni procedimentali propedeutiche allo svolgimento della consultazione popolare. L’art. 15, co. 3 l. 352/1970 ammette il rinvio della indizione solo se, nelle more del termine di tre mesi dall’adozione della legge, sopravvenga una nuova legge costituzionale o di revisione della Costituzione. Pertanto, al di fuori di tali ipotesi espressamente disciplinate, non sono ammessi altri casi di rinvio e va esclusa l’applicazione analogica delle disposizioni dettate con riferimento al referendum abrogativo di cui all’art. 75 Cost.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Discarica e AIA

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il TAR Brescia ha affermato che, in materia di autorizzazione integrata ambientale (AIA), la modifica di un’installazione o di un impianto può essere qualificata come sostanziale, se incide sulle caratteristiche o sul funzionamento ovvero sul potenziamento degli stessi e se la stessa dispieghi effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente.

Il mutamento del profilo di una discarica (senza variazione del volume di rifiuti conferiti), se non obiettivamente trascurabile, è una variazione delle caratteristiche dell’impianto. Ai fini dell’attitudine a produrre effetti negativi e significativi sull’ambiente o sulla salute umana, occorre invece un accertamento in concreto.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. TAR Brescia n. 163-2026

Il demanio lacuale

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che i beni appartenenti al demanio lacuale (ex art. 822 c.c.), individuati con riferimento al livello delle piene ordinarie, non perdono la loro natura demaniale qualora vengano a trovarsi a una quota superiore per effetto di attività antropica (cd. imbonimento artificiale) anziché per cause naturali. Ai sensi dell’art. 947 c.c., solo le accessioni naturali comportano l’acquisto della proprietà in favore del proprietario rivierasco. Pertanto, i terreni originariamente sommersi o contigui all’alveo restano demaniali anche se rialzati artificialmente, residuando in capo alla P.A. il solo potere discrezionale di disporne l’eventuale sdemanializzazione.

La natura demaniale di un’area è incompatibile con l’usucapione, trattandosi di beni inalienabili che non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi previsti dalla legge. La sdemanializzazione tacita non può essere desunta dalla mera inerzia o tolleranza della P.A., ma richiede atti o fatti univoci e concludenti che manifestino l’irrevocabile volontà di sottrarre il bene all’uso pubblico e alla sua destinazione originaria.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’acquisizione sanante può essere disposta d’ufficio

12 Mar 2026
12 Marzo 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che il potere di adottare il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 costituisce una facoltà discrezionale della P.A., esercitabile d’ufficio. Pertanto, l’azione del privato volta a far accertare l’illegittimità dell’occupazione non deve essere necessariamente preceduta da una formale istanza di acquisizione, poiché la norma impone all’Autorità un potere-dovere di valutare se acquisire definitivamente il bene o restituirlo, al fine di conformare lo stato di fatto a quello di diritto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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