Proroga dello stato di emergenza per le alluvioni dell’aprile 2025 in Provincia di Vicenza

20 Lug 2026
20 Luglio 2026

Con la delibera del Consiglio dei Ministri del 22 giugno 2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 161 del 14.07.2026), è stato prorogato, di ulteriori dodici mesi, lo stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 17 e 18 aprile 2025 nel territorio dei Comuni di Arzignano, Brogliano, Cornedo Vicentino, Recoaro Terme, Trissino e Valdagno della Provincia di Vicenza.
La delibera è consultabile al seguente link:
https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio/home?dataPubblicazioneGazzetta=2026-07-14&numeroGazzetta=161.

Post di Alberto Antico – avvocato

Bene culturale e barriere architettoniche

20 Lug 2026
20 Luglio 2026

Il TAR Veneto ha commentato il d.m. Beni e attivitĂ  culturali 28 marzo 2008, n. 114, recante le Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale, le quali si pongono a corollario delle previsioni normative di cui agli artt. 4 e 5 l. 13/1989.

Le citate linee guida ricostruiscono l’evoluzione della normativa italiana sulle barriere architettoniche, evidenziando che il rispetto delle relative disposizioni costituisce un obbligo per progettisti e Amministrazioni. In tale ambito, viene sottolineato il passaggio da un approccio meramente prescrittivo a uno prestazionale, che consente anche soluzioni alternative purché equivalenti o migliorative sul piano dell’accessibilità. Significativo è lo spirito che le connota, secondo cui anche gli edifici vincolati devono rispettare le regole sull’accessibilità. In sostanza, il diniego dell’autorizzazione è ammesso solo in presenza di un serio pregiudizio per il bene culturale e deve essere adeguatamente motivato, tenendo conto anche delle soluzioni alternative prospettate.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Gli effetti della scadenza di un PIP

20 Lug 2026
20 Luglio 2026

Nel caso di specie, una società acquistava, in forza di una procedura concorsuale ad evidenza pubblica e a prezzo agevolato (ben inferiore al suo valore venale), un lotto edificabile all’interno di un’area destinata a Piano per insediamenti produttivi (PIP) ex art. 27 l. 865/1971, con specifici vincoli di destinazione e di utilizzo.

Una volta scaduto il PIP, la società ricorrente sosteneva di avere la legittima facoltà di disattendere tutti i vincoli e le specifiche destinazioni e limitazioni d’uso, ancorché previste pure nell’atto d’acquisto quali obbligazioni della parte.

Il TAR Veneto, dopo aver offerto una pregevole ricostruzione della ratio di un PIP, ha dissentito.

Laddove si accogliesse la tesi della società, che vorrebbe veder totalmente “liberalizzati” i terreni così acquistati, la stessa realizzerebbe un’ingiusta locupletazione derivante dall’aver acquisito un terreno a prezzo “politico”, sul presupposto di realizzare un proprio intervento industriale, per poi invece rivenderlo a terzi a valori di mercato, ben superiori al corrispettivo originariamente pagato.

L’efficacia decennale del PIP involge esclusivamente il procedimento espropriativo e non anche la destinazione d’uso delle aree, che rimangono pienamente operanti sino alla approvazione di un nuovo strumento di pianificazione urbanistica. Ciò comporta che legittimamente il Comune respinge un’istanza di retrocessione parziale a fronte del mancato utilizzo dell’area nel termine di decadenza decennale, non ricollegandosi al mancato utilizzo il riscontro immediato di una declinazione dell’interesse pubblico alla servibilità dell’area medesima. A maggior ragione si deve riconoscere che per quelle aree – comprese nell’ambito delle assegnazioni agevolate e già così trasferite a terzi – non sia possibile sottrarsi ai vincoli di destinazione e di circolazione previsti dal piano regolatore, dal PUA, dai bandi e dallo stesso atto d’acquisizione.

Né può dirsi che alla scadenza della convenzione di lottizzazione consegua una liberalizzazione generalizzata dalle prescrizioni urbanistiche: le stesse convenzioni (o analoghi accordi di pianificazione) sopravvivono, per il loro contenuto obbligatorio, anche oltre il termine di scadenza e le parti (in specie il Comune) possono richiedere agli obbligati l’adempimento degli impegni assunti con la convenzione, come ad esempio la realizzazione di opere di urbanizzazione. Inoltre, la scadenza della convenzione non influisce sulla validità delle prescrizioni del piano di lottizzazione, che rimangono in vigore per la conformazione della proprietà privata.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il diniego di autorizzazione paesaggistica in sanatoria non richiede il preavviso di rigetto

20 Lug 2026
20 Luglio 2026

Il TAR Veneto sottolinea che, mentre l’art. 146, comma 8 del d.lgs.42/2004, che disciplina il procedimento ordinario di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche, dispone che "Il soprintendente, in caso di parere negativo, comunica agli interessati il preavviso di provvedimento negativo ai sensi dell'articolo10-bis della l. 7 agosto 1990 n. 241", una corrispondente prescrizione non è contenuta nel successivo art. 167, che disciplina le autorizzazioni paesaggistiche in sanatoria.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Quando la violazione dell’art. 10 bis della legge 241/1990 determina l’illegittimità del provvedimento finale

20 Lug 2026
20 Luglio 2026

Il TAR Veneto ricorda che affinchè la violazione dell’art. 10 bis della legge 241/1990 determini l’illegittimità del provvedimento finale è necessario che colui che la invoca in giudizio non si limiti a denunciare la lesione delle garanzie partecipative, ma indichi anche gli elementi che, utilmente dedotti nel corso dell’istruttoria procedimentale, avrebbero determinato un diverso esito del procedimento.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Fonti normativa della convalida

20 Lug 2026
20 Luglio 2026

In un caso nel quale si discuteva della convalida da parte del sindaco di un provvedimento in materia di rifiuti emesso da un funzionario incompetente, il TAR Veneto ricorda in quali leggi è previsto il potere di convalida dell'atto amministrativo illegittimo.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato  

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Indebitamento previdenziale dell’impresa ausiliaria, nei pubblici appalti

18 Lug 2026
18 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che il mero indebitamento previdenziale dell’impresa ausiliaria, in assenza delle condizioni tassative di crisi o dissesto strutturale indicate dall’art. 94, co. 5, lett. d d.lgs. 36/2023 (liquidazione giudiziale, concordato preventivo, ecc.), non può fondare l’esclusione dell’operatore, ostandovi il principio di tassatività delle cause di esclusione sancito dal precedente art. 10, co. 2.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il grave illecito professionale, nei pubblici appalti

18 Lug 2026
18 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che, in materia di contratti pubblici, il sistema delineato dagli artt. 95, co. 1, lett. e e 98 d.lgs. 36/2023, configura il grave illecito professionale quale causa di esclusione non automatica, la quale rimette alla stazione appaltante un giudizio complesso, concreto e motivato sull’idoneità dei fatti a incidere sull’affidabilità e sull’integrità dell’operatore economico. Rispetto a tale ampio margine di discrezionalità tecnico-amministrativa, il sindacato del G.A. è di tipo estrinseco, limitandosi alla verifica dell’assenza di travisamento dei fatti, di macroscopici vizi motivazionali o di assoluta irragionevolezza, senza possibilità per il giudice di sostituire la propria valutazione a quella della P.A.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La verifica di anomalia dell’offerta

17 Lug 2026
17 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che il procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta ex artt. 108 e 110 d.lgs. 36/2023 ha per oggetto un giudizio globale e sintetico sull’attendibilità e sulla sostenibilità complessiva della proposta contrattuale, e non la caccia a singole e specifiche inesattezze nelle voci di costo. Le contestazioni dei concorrenti che si risolvono in una lettura parcellizzata e atomistica dei singoli elementi non sono idonee a scalfire la valutazione della P.A., sindacabile solo per manifesta irragionevolezza o macroscopica erroneità fattuale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Precedenti risoluzioni contrattuali per grave inadempimento del concorrente a una pubblica gara

17 Lug 2026
17 Luglio 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che, ai sensi dell’art. 96, co. 10, lett. c, n. 3 d.lgs. 36/2023, le cause di esclusione non automatica derivanti da risoluzioni contrattuali per grave inadempimento hanno rilevanza per tre anni decorrenti dalla “commissione del fatto”, la quale coincide con la data di adozione del provvedimento risolutorio formale. Per espressa disposizione del successivo comma 11, l’eventuale impugnazione giurisdizionale del provvedimento di risoluzione non rileva ai fini della decorrenza del triennio, restando del tutto ininfluente la data della successiva sentenza di conferma della legittimità dell’atto. La ratio della norma risiede nell’esigenza di evitare che l’utilizzo strumentale dei rimedi processuali sottragga indefinitamente il fatto pregresso alla valutazione delle stazioni appaltanti. Decorso il triennio dall’atto risolutorio, l’operatore economico non è più tenuto a dichiarare la vicenda nel DGUE.

Post di Alberto Antico – avvocato

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