Legittimazione a richiedere un titolo edilizio e dicatio ad patriam

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

Il TAR Brescia ha affermato che per ottenere un titolo edilizio, è necessario essere legittimati a richiederlo ex art. 11 d.P.R. 380/2001: a tal fine è necessario che il richiedente dimostri, non soltanto di avere la disponibilità giuridica del bene sul quale esercitare il proprio ius aedificandi in base ad un titolo idoneo (di natura reale o anche solo obbligatoria), ma anche di averne la disponibilità materiale, giacché soltanto la compresenza di entrambi gli elementi fa sì che il richiedente possa vantare quella “relazione qualificata con il bene”, in presenza della quale l’ordinamento e la giurisprudenza consentono l’esercizio dell’attività edificatoria.

Non sussiste, in capo al richiedente un titolo edilizio, la disponibilità giuridica e materiale del bene sul quale edificare, e quindi la legittimazione a richiedere il titolo edilizio, nel caso in cui il bene sia attualmente occupato dalla P.A. e destinato ad un uso pubblico, in forza di un comportamento inequivoco del proprietario del bene qualificabile come dicatio ad patriam.

La dicatio ad patriam costituisce un autonomo modo di acquisto dei diritti di uso pubblico (e delle servitù di uso pubblico ad essi assimilabili), e si perfeziona allorché il proprietario del bene, oggettivamente idoneo a soddisfare un’esigenza comune di una collettività indeterminata di cittadini, lo metta volontariamente, con carattere di continuità e non di mera tolleranza o precarietà, a disposizione della collettività stessa, mediante un comportamento attivo o omissivo univocamente interpretabile come destinazione del bene all’uso pubblico, seguito dall’effettivo esercizio di tale uso, senza che sia necessario il decorso del termine ventennale proprio dell’usucapione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Destinazione d’uso a edificio di culto

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in tema di destinazione d’uso di un immobile ad edificio di culto, è irrilevante, ai fini dell’accertamento della sua legittimità sul piano urbanistico (anche nella prospettiva di verificare il rispetto di un eventuale ordine di rimessione in pristino emesso dalla P.A. e il prodursi del connesso effetto acquisitivo al patrimonio comunale), la circostanza che l’associazione proprietaria dello stesso sia iscritta nel registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS), in quanto lo speciale regime previsto dall’art. 71 d.lgs. 117/2017 trova applicazione con riguardo alle sole attività elencate al precedente art. 5, tra cui non rientra l’esercizio del culto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Sospensione cautelare o annullamento di un’ordinanza di demolizione: quid iuris rispetto al termine di 90 per demolire?

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

La Sezione II del Consiglio di Stato ha deferito all’Adunanza plenaria la seguente questione di diritto: se l’emissione di un provvedimento giurisdizionale che sospenda in via cautelare gli effetti, ovvero disponga l’annullamento, di un’ingiunzione di ripristino di un abuso edilizio, comporti la mera sospensione del termine di novanta giorni per l’adempimento, decorso il quale il bene abusivo è acquistato di diritto al patrimonio del Comune, ovvero comporti l’interruzione di tale termine, che riprende a decorrere per intero solo a seguito della definizione del giudizio con rigetto del ricorso del privato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Ampliamento con Piano casa

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

Nel caso di specie, il privato otteneva un titolo edilizio per un ampliamento con Piano casa contiguo all’edificio generante.

A seguire, chiedeva una variante al titolo per realizzare invece un ampliamento staccato.

Il Comune denegava la variante, essendosi accorto che l’edificio generante era stato abusivamente ristrutturato.

Il privato si difendeva dicendo che, in fondo, l’ampliamento staccato sarà materialmente separato dall’edificio-madre e, quindi, andrebbe considerato del tutto autonomo da quest’ultimo e dai suoi vizi.

Il TAR Veneto ha rigettato una simile tesi.

È evidente la stretta connessione tra i due edifici: è l’immobile già esistente che genera il bonus volumetrico di cui il privato intende fruire per la realizzazione dell’ampliamento con corpo separato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Minimizzazione dei conferimenti in discarica

09 Mar 2026
9 Marzo 2026

Il TAR Umbria ha affermato che, nel perseguimento dell’obiettivo cogente di derivazione eurounitaria della minimizzazione dei conferimenti in discarica, la Regione è onerata di inserire, nel piano regionale di gestione dei rifiuti, tutte le misure che assicurino, da un lato, la tenuta del sistema impiantistico attuale e, dall’altro, il rispetto del principio di prossimità e di autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani e la riduzione della movimentazione di quelli speciali.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Linee guida della Corte dei conti per il rendiconto 2025 degli Enti locali

07 Mar 2026
7 Marzo 2026

Con la delibera n. 8/SEZAUT/2026/INPR del 05.02.2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 52 del 04.03.2026), la Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha approvato le Linee guida per la relazione dell’organo di revisione economico-finanziaria dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Province, sul rendiconto 2025, per l’attuazione dell’art. 1, commi 166 ss. l. 266/2005.

La delibera è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-03-04&atto.codiceRedazionale=26A00946&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Deposito dell’avvenuta notifica del ricorso al G.A.

07 Mar 2026
7 Marzo 2026

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha affermato che quando la notifica del ricorso via PEC risulti accompagnata da una ricevuta di avvenuta consegna, il termine perentorio di deposito ex art. 45, co. 1 c.p.a. decorre da tale perfezionamento materiale, indipendentemente dalla successiva verifica della ritualità della notifica. Soltanto in presenza di anomalie, mancata consegna ovvero nel caso in cui parte ricorrente ritenga la notifica talmente viziata da non volerla utilizzare, è possibile procedere spontaneamente a una nuova notifica, con conseguente decorrenza del termine dal relativo perfezionamento.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il risarcimento da parte della P.A. della lesione di un interesse legittimo oppositivo

07 Mar 2026
7 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, con riguardo agli interessi legittimi oppositivi, il giudice non è chiamato, in sede risarcitoria, ad effettuare un giudizio prognostico circa la spettanza del bene della vita, discendendo automaticamente dall’annullamento giurisdizionale dell’atto l’effettivo conseguimento del bene medesimo: il collegamento con il bene della vita si è già consolidato in virtù di un precedente provvedimento e tanto basta a pretendere la riparazione delle conseguenze patrimoniali sfavorevoli dell’illegittimità dell’azione amministrativa, anche in ipotesi di successivo (legittimo) riesercizio del potere amministrativo sempre in senso sfavorevole al privato.

In sede di giudizio per il risarcimento del danno derivante da provvedimento amministrativo illegittimo, il privato danneggiato può limitarsi ad invocare l’illegittimità dell’atto quale indice presuntivo della colpa, restando a carico della P.A. l’onere di dimostrare di essere incorsa in un errore scusabile. Peraltro, la presunzione di colpa della P.A. può essere riconosciuta solo nelle ipotesi di violazioni commesse in un contesto di circostanze di fatto e in un quadro di riferimento, giuridico e fattuale, tale da palesarne la negligenza e l’imperizia, cioè l’aver agito intenzionalmente o in spregio alle regole di correttezza, imparzialità e buona fede nell’assunzione del provvedimento viziato.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Deposito dei documenti nel giudizio amministrativo

07 Mar 2026
7 Marzo 2026

Il TAR Milano ha affermato che l’obbligo di deposito degli atti e dei documenti previsto dall’art. 46 c.p.a. a carico della P.A. non giustifica la mancata produzione da parte del ricorrente del preavviso di rigetto, qualora tale documento costituisca un presupposto essenziale per la verifica della fondatezza dei motivi di ricorso, così facendo parte integrante del thema decidendum. In tal caso, la sua produzione è onere esclusivo del ricorrente.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Revisione prezzi e questioni di giurisdizione

07 Mar 2026
7 Marzo 2026

Il TAR Catania ha affermato che, in materia di revisione dei prezzi, la giurisdizione esclusiva del G.A. ex art. 133, co. 1, lett. e, n. 2 c.p.a., può affermarsi solo ove permanga una posizione di potere in capo alla P.A., tale da consentirle, più o meno discrezionalmente, la possibilità di riconoscere o negare il beneficio. Quando quest’ultimo, invece, è disciplinato compiutamente dalla norma, tanto da residuare esclusivamente un obbligo per la P.A. di riconoscerlo, quest’ultima agisce in situazione paritetica, con conseguente giurisdizione del G.O.

Il meccanismo di adeguamento di cui all’art. 26 d.l. 50/2022, come convertito dalla l. 91/2022, quale misura straordinaria e obbligatoria dettata dall’emergenza economica e dall’aumento dei costi dei materiali e dell’energia, non lascia alcun margine di discrezionalità in capo alla P.A., sull’an o sul quantum del beneficio da riconoscere, atteso che il diritto all’adeguamento del prezzo e la sua quantificazione monetaria sono ancorati a precisi parametri fissati dal legislatore. L’istituto, pertanto, non può essere ricondotto a quello della revisione dei prezzi in senso stretto che, invece, presuppone l’avvio di un procedimento amministrativo discrezionale ed il compimento di un’istruttoria volta alla preventiva verifica dei presupposti necessari per il riconoscimento del compenso revisionale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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