Atti di macro-organizzazione dei settori da parte della Giunta comunale

25 Set 2026
25 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la deliberazione con cui la Giunta comunale modifica l’assetto organizzativo dell’Ente, redistribuendo tra i diversi settori competenze e funzioni in attuazione di scelte di indirizzo politico-amministrativo, costituisce un atto di macro-organizzazione ai sensi dell’art. 2 d.lgs. 165/2001 e non un atto di gestione del rapporto lavorativo riconducibile al successivo art. 5.
Ne consegue che, ove il nuovo assetto sia idoneo a incidere sul singolo rapporto lavorativo, la posizione del dipendente inciso da tale scelta ha la consistenza di un interesse legittimo e la relativa controversia appartiene alla giurisdizione del G.A., anche quando siano successivamente adottati atti meramente esecutivi di conferimento dell’incarico.

Post di Alberto Antico – avvocato

In sede di ricorso straordinario non si possono avanzare domande di accertamento, né di condanna alle spese di lite

25 Set 2026
25 Settembre 2026

Il Consiglio di Stato, in sede di parere, ha ricordato che il ricorso straordinario, quale giudizio di tipo impugnatorio a carattere demolitorio, non ammette domande di accertamento, né consente la liquidazione delle spese di giudizio, sicché la relativa domanda di condanna è inammissibile. A diversa conclusione non conduce la natura vincolante del parere del Consiglio di Stato, inidonea a mutare la natura esclusivamente impugnatoria del rimedio.

Post di Alberto Antico – avvocato

La CTU non può avere carattere esplorativo

25 Set 2026
25 Settembre 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che la CTU non può essere utilizzata quale mezzo esplorativo o sostitutivo dell’onere probatorio gravante sulla parte, né per rimettere in discussione valutazioni tecniche già congruamente svolte dalla P.A. competente.

Post di Alberto Antico – avvocato

Interpretazione degli atti amministrativi

25 Set 2026
25 Settembre 2026

Il TAR Veneto ha ricordato che i criteri di interpretazione degli atti amministrativi sono mutuati da quelli dei contratti indicati dagli artt. 1362 ss. c.c., in quanto compatibili, ivi compreso il principio di conservazione dell’atto ex art. 1367 c.c.
Nel caso di specie, laddove l’atto di archiviazione della VIA dichiarava che “risulta necessario che gli scarichi siano allacciati alla fognatura di … servita dal depuratore …”, errava il privato a sostenere che tale prescrizione si limitasse a richiedere il mantenimento di una infrastruttura già esistente: dal tenore letterale della disposizione si evinceva la necessità di realizzare un nuovo collettamento fognario.

Post di Alberto Antico – avvocato

Nel Veneto quando si forma un parco commerciale, la cui localizzazione richiede la pianificazione coordinata con tutti i comuni confinanti

24 Set 2026
24 Settembre 2026

Il TAR Veneto, dopo avere esaminato la normativa regionale in materia di parchi commerciali (art. 16 comma 2 bis della L.R. 11/04 e art. 6 del regolamento regionale 21 giugno 2013, n. 1, attuativo della previsione normativa), esclude che, nel caso oggetto del ricorso, tre strutture di vendita formino un parco commerciale, perchè, anche se contigue, hanno ingressi indipendenti dalla viabilità pubblica.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

L’interesse ad agire di un centro commerciale contro la previsione urbanistica di una nuova media struttura di vendita

24 Set 2026
24 Settembre 2026

L’imprenditore, quale soggetto stabilmente insediato sul territorio al pari di altri, può “impugnare atti di tipo urbanistico edilizio che consentono l’insediamento di altre attività sulla base delle regole generali in materia” e quindi può agire anche in ragione della vicinitas urbanistico – edilizia dell’intervento contestato (limitrofo al centro commerciale esistente), nei limiti disegnati dalla Sentenza dell’Adunanza Plenaria 9/2021, ovvero dando prova di un pregiudizio che fondi il suo interesse ad agire (Cons. Stato, sez. IV, sentenza 22 aprile 2024, n. 3619).

Una sentenza del TAR Veneto esamina un caso nel quale il ricorrente ha adeguatamente dimostrato il pregiudizio che giustifica l'interesse ad agire.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato 

Il commissario straordinario nominato dopo lo scioglimento del consiglio comunale può adottare una variante al P.I.?

24 Set 2026
24 Settembre 2026

Il TAR Veneto precisa che rientra nelle attribuzioni del commissario straordinario (nominato ai sensi dell'art. 141, T.U. n. 267 del 2001, quale organo chiamato a reggere il Comune dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, in sostituzione degli organi ordinari)  l'adozione di tutti i provvedimenti di competenza degli organi di governo dell'ente, fino alla loro ricostituzione.

I poteri del commissario si estendono, pertanto, a tutti gli atti di gestione del Comune, siano essi di ordinaria o di straordinaria amministrazione, ivi compresa l’adozione della variante al P.I.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Conforme a Costituzione l’esclusione del ricorso straordinario per le controversie amministrative di competenza del TRGA Bolzano

24 Set 2026
24 Settembre 2026

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili e non fondate le questioni di legittimità costituzionale della norma che esclude il ricorso straordinario nelle materie di competenza della Sezione autonoma di Bolzano del Tribunale regionale di giustizia amministrativa.

Pur riconoscendo la tensione tra la radicale preclusione del rimedio e i principi di eguaglianza e di effettività della tutela delle situazioni giuridiche affidate alla giurisdizione amministrativa, il bilanciamento con la tutela delle minoranze linguistiche può essere attuato attraverso un ampio spettro di soluzioni, la cui scelta costituisce opzione di sistema rimessa alla discrezionalità del legislatore.

Post di Alberto Antico – avvocato

Contributi ai Comuni oggetto di fusione dal 2014 in poi

23 Set 2026
23 Settembre 2026

Ai sensi del comunicato pubblicato in G.U., Serie generale n. 220 del 22.09.2026, sul sito del Ministero dell’interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, area tematica «I Decreti», è stato pubblicato il testo integrale del decreto del Ministro dell’interno del 7 agosto 2026, recante la definizione, a decorrere dall’anno 2026, delle modalità, dei criteri e dei termini per il riparto e l’attribuzione dei contributi spettanti ai Comuni facenti parte delle fusioni realizzate negli anni 2014 e successivi.

Post di Alberto Antico – avvocato

Come si prova che un manufatto è anteriore al 1967?

23 Set 2026
23 Settembre 2026

Lo spiega la sentenza del TAR Veneto n. 1471 del 2026.

Le questioni evidenziate impongono il richiamo ai consolidati principi interpretativi che regolano la materia:

A) in via generale, va posto in capo al proprietario (o al responsabile dell'abuso)assoggettato a ingiunzione di demolizione l'onere di provare il carattere risalente del manufatto della cui demolizione si tratta, collocandone la realizzazione in epoca anteriore alla c. d. legge "ponte" n. 761 del 1967, che con l'art. 10, novellando l'art. 31 della l. n.1150 del 1942, ha esteso l'obbligo di previa licenza edilizia alle costruzioni realizzate aldi fuori del perimetro del centro urbano;

B) tale indirizzo giurisprudenziale si è consolidato non solo per l'ipotesi in cui si chiede di fruire del beneficio del condono edilizio, ma anche - in generale - per potere escludere la necessità del previo rilascio del titolo abilitativo, ove si faccia questione, appunto, di opera risalente ad epoca anteriore all'introduzione del regime amministrativo autorizzatorio dello ius aedificandi;

C) esso trova fondamento nella evidenza che solo il privato può fornire (in quanto ordinariamente ne dispone e dunque in applicazione del principio di vicinanza della prova)inconfutabili atti, documenti o altri elementi probatori che siano in grado di radicare la ragionevole certezza dell'epoca di realizzazione del manufatto; mentre l'amministrazione non può, di solito, materialmente accertare quale fosse la situazione all'interno dell'intero suo territorio (cfr., ex multis, Cons. Stato, Sez. VI, 6 febbraio 2019 n. 903);

D) la prova deve essere rigorosa e fondarsi su documentazione certa e univoca e comunque su elementi oggettivi, “dovendosi, tra l'altro, negare ogni rilevanza a dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà o a semplici dichiarazioni rese da terzi, in quanto non suscettibili di essere verificate” (cfr., ad esempio, Cons. Stato, Sez. VI, 20 aprile 2020 n. 2524 nonché, nello stesso senso, Cons. Stato, Sez. VI, 4 marzo 2019 n. 1476, 9 luglio 2018 n. 4168 e30 marzo 2018 n. 2020). Essendo l'attività edificatoria suscettibile di puntuale documentazione, “i principi di prova oggettivi concernenti la collocazione dei manufatti tanto nello spazio, quanto nel tempo, si rinvengono nei ruderi, fondamenta, aerofotogrammetrie, mappe catastali, laddove la prova per testimoni è del tutto residuale; data la premessa, da essa discende che la prova dell'epoca di realizzazione si desume da dati oggettivi, che resistono a quelli risultanti dagli estratti catastali ovvero alla prova testimoniale ed è onere del privato, che contesti il dato dell'amministrazione, fornire prova rigorosa della diversa epoca di realizzazione dell'immobile, superando quella fornita dalla parte pubblica. Ne deriva che nelle controversie in materia edilizia la prova testimoniale, soltanto scritta peraltro, è del tutto recessiva a fronte di prove oggettive concernenti la collocazione dei manufatti tanto nello spazio quanto nel tempo” (così, in termini, Cons. Stato, Sez. VI, 3 gennaio 2022 n. 4).” (Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza n.9612/2023).”. (T.A.R. Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 23/01/2026, n. 40).

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Sentenza TAR Veneto 1471 del 2026

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