Convertito in legge il decreto su P.A., Enti territoriali e protezione civile

07 Ott 2026
7 Ottobre 2026

Con la l. 5 ottobre 2026, n. 174 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 232 del 06.10.2026), in vigore dal 07.10.2026, è stato convertito in legge, con modificazioni, il d.l. 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della P.A. e degli Enti territoriali, nonché in materia di protezione civile.

Post di Alberto Antico – avvocato

Le varianti al PdC e le variazioni sostanziali al progetto

07 Ott 2026
7 Ottobre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la variante al permesso di costruire (PdC), quale modificazione qualitativa o quantitativa non rilevante rispetto al progetto originariamente assentito, mantiene natura complementare e accessoria rispetto al titolo cui accede e resta assoggettata alla disciplina urbanistico-edilizia vigente al momento del rilascio di quest’ultimo. Diversamente, la variazione essenziale o sostanziale, integrando un autonomo disegno costruttivo rispetto a quello originariamente approvato, richiede un autonomo titolo edilizio e non può essere considerata una mera prosecuzione del precedente intervento.

Post di Alberto Antico – avvocato

Serre, pergolati e un ripostiglio agricolo non sono opere pertinenziali o precarie inquadrabili come attività edilizia libera

07 Ott 2026
7 Ottobre 2026

Una sentenza del TAR Marche respinge un ricorso col quale l'interessato sosteneva che una serie di opere edilizie da lui realizzate (serre, pergolati e un ripostiglio agricolo) fossero opere pertinenziali o precarie inquadrabili come attività edilizia libera.

Post di Dario meneguzzo - avvocato

Opere soggette a SCIA o ad attività edilizia libera e vincolo paesaggistico

07 Ott 2026
7 Ottobre 2026

Una sentenza del TAR Marche ricorda che, ove gli illeciti edilizi ricadano in zona assoggettata a vincolo paesaggistico, stante l'alterazione dell'aspetto esteriore, gli stessi risultano soggetti alla previa acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica, con la conseguenza che, quand'anche si ritenessero le opere pertinenziali o precarie e, quindi, assentibili con mera SCIA, l'applicazione della sanzione demolitoria è, comunque, doverosa ove non sia stata ottenuta alcuna autorizzazione paesaggistica.

L'art. 27 D.P.R. 380/2001 non distingue tra opere per cui è necessario il permesso di costruire e quelle per cui sarebbe necessaria la semplice SCIA, imponendo l’adozione del provvedimento di demolizione per tutte le opere che siano, comunque, costruite senza titolo in aree sottoposte a vincolo.

Il TAR aggiunge che l’autorizzazione paesaggistica  è necessaria anche qualora le opere siano qualificabili di
edilizia libera.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

Pubblici appalti e verifica dell’equivalenza tra i CCNL

07 Ott 2026
7 Ottobre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, nel vigore del d.lgs. 36/2023, la determinazione di affidamento/aggiudicazione, ai sensi dell’art. 11, co. 4 d.lgs. cit., deve necessariamente essere preceduta dalla verifica della dichiarazione di equivalenza tra il contratto collettivo nazionale (CCNL) applicato dall’operatore economico e quello indicato dalla lex specialis che ha carattere obbligatorio. La stessa può ritenersi adeguatamente compiuta laddove sia desumibile dall’istruttoria svolta ai fini dell’aggiudicazione e della verifica di congruità dell’offerta. L’obbligo di verifica previsto dall’art. 11 cit. non richiede necessariamente particolari approfondimenti istruttori, qualora il raffronto tra i contratti collettivi consenta di pervenire a una valutazione positiva di equivalenza. La verifica può risultare anche implicitamente desumibile dall’esito del procedimento di controllo dell’anomalia dell’offerta e dal successivo provvedimento di aggiudicazione.

La verifica tecnica dell’equivalenza tra il CCNL applicato dall’operatore economico e quello indicato dalla lex specialis compiuta dalla stazione appaltante è sottratta al sindacato del G.A., in assenza di specifici elementi idonei a dimostrarne la manifesta irragionevolezza o illogicità.

Post di Alberto Antico – avvocato

Subentro della Regione del Veneto alla Protezione civile nella gestione dell’emergenza meteorologica di ottobre-novembre 2023

06 Ott 2026
6 Ottobre 2026

Con l’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile del 17 settembre 2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 231 del 05.10.2026), sono state approvate disposizioni per favorire e regolare il subentro della Regione del Veneto nelle iniziative finalizzate al superamento della situazione di criticità determinatasi in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 30.10.2023 al 05.11.2023 nel territorio delle Province di Belluno, di Treviso e di Venezia.

Post di Alberto Antico – avvocato

La sanatoria ex art. 36 T.U. edilizia, dal punto di vista del Giudice penale: non esiste l’autorizzazione sismica postuma

06 Ott 2026
6 Ottobre 2026

La Corte di cassazione penale ha affermato che la sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 è inconfigurabile non solo in aree vincolate paesaggisticamente - per la mancata previsione di un’autorizzazione paesaggistica in sanatoria e quindi sopravvenuta - ma anche in zone di rilevanza sismica.

La cd. doppia conformità richiesta dalla norma citata è da ritenersi esclusa nel caso di edificazioni eseguite in assenza del preventivo ottenimento dell’autorizzazione sismica. Tale principio deve essere esteso alle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso e a struttura metallica, realizzate in violazione dell’art. 64, co. 2, 3 e 4 e dell’art. 65 d.P.R. cit. L’ordinamento vigente non ammette l’istituto della sanatoria sismica postuma, stante la natura fondamentale del controllo preventivo ex artt. 94 e 98 d.P.R. cit.

Più in generale, la cd. doppia conformità deve riguardare non solo la disciplina urbanistica, ma anche quella edilizia. Quest’ultima è composta dall’insieme delle norme tecniche comprese nella Parte II del d.P.R. 380/2001, di quelle contenute nei regolamenti edilizi comunali di cui all’art. 4 d.P.R. cit. (che disciplinano, a loro volta, le modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi) nonché delle norme di fonte primaria e/o secondaria che regolamentano, con efficacia cogente, l’attività costruttiva condizionando il rilascio del permesso di costruire (art. 12 d.P.R. cit.), imponendo l’acquisizione, in fase istruttoria, non solo dei “documenti previsti dalla parte II” del d.P.R. cit., ma anche della dichiarazione del progettista abilitato “che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati ed adottati, ai regolamenti edilizi vigenti, e alle altre normativa di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare, alle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, alle norme relative all'efficienza energetica” (art. 20, co. 1 d.P.R. cit.).

In caso di opere abusive in rapporto non solo a profili sismici, ma anche a quelli edilizi e urbanistici, l’assenza “ontologica” di doppia conformità in relazione al settore della disciplina anti-sismica determina non solo l’inconfigurabilità della sanatoria ex art. 36 d.P.R. cit., ma anche la necessaria operatività della demolizione ex art. 31 d.P.R. cit., senza che la peculiare, circoscritta e settoriale disciplina ex art. 98 d.P.R. cit., della demolizione inerente al profilo sismico, possa porre nel nulla la suddetta disposizione di demolizione, che il giudice deve adottare ai sensi degli artt. 31 e 44 d.P.R. cit.

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

La sospensione del termine per l’acquisizione gratuita dell’abuso edilizio per intervenuta richiesta di sanatoria, dal punto di vista del Giudice penale

06 Ott 2026
6 Ottobre 2026

La Corte di cassazione penale ha affermato che la richiesta (sic) di sanatoria ex art. 37 d.P.R. 380/2001 non interrompe il decorso dei termini per l’acquisizione al patrimonio ex art. 31 d.P.R. cit.

Il legislatore ha previsto solo per le opere sanabili ex art. 36 d.P.R. cit. la possibilità di sospensione per 60 giorni dalla domanda, ma solo con riguardo all’azione penale, oltre a sancire il maturare del cd. silenzio-rigetto al decorso inutile del sessantesimo giorno dalla istanza medesima (cfr. artt. 36 e 45 del D.P.R. 38o/01).

In parallelo, ai sensi dell’art. 36-bis, co. 6 d.P.R. cit., sulla richiesta di permesso in sanatoria (limitato agli accertamenti di conformità nelle ipotesi di parziali difformità e di variazioni essenziali), il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con provvedimento motivato entro 45 giorni, decorsi i quali la richiesta si intende accolta.

Post del Dott. Ing. Mauro Federici

Se l’ordinanza di demolizione qualifica l’intervento come nuova costruzione e non viene impugnata, non si può presentare una sanatoria per manutenzione straordinaria

06 Ott 2026
6 Ottobre 2026

Una sentenza del TAR Marche ha esaminato un caso particolare nel quale il Comune in una ordinanza di demolizione aveva qualificato una serie di abusi nel loro complesso come nuova costruzione (in virtù del principio per il quale gli abusi non possono essere valutati in modo atomistico).

L'ordinanza non era stata impugnata ed era stata presentata la sanatoria di una delle opere qualificandola come manutenzione straordinaria e la sanatoria era stata accolta, ma impugnata dal vicino.

Il TAR ha ritenuto erronea tale sanatoria, perchè l’omessa impugnazione da parte della controinteressata dell’ordinanza di demolizione nella parte in cui qualificava gli abusi quali interventi di “nuova costruzione” ai sensi dell’art. 3 lettera e) del d.p.r. n. 380/2001 ne ha comportato il consolidamento in parte qua, riverberandosi sul regime giuridico della sanatoria, che doveva essere presentata come nuova costruzione.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

In sede di sanatoria il Comune deve guardare se le vedute rispettino le distanze legali

06 Ott 2026
6 Ottobre 2026

In una sentenza del TAR marche il Collegio precisa di non disconoscere il fatto che i provvedimenti di sanatoria
sono rilasciati salvi i diritti dei terzi e che in via generale l'amministrazione non è tenuta a verificare specificamente se un intervento edilizio o una costruzione arrechi pregiudizio ai diritti di terzi.

Tuttavia, in relazione al rilascio dei predetti titoli, devono essere considerati i limiti legali inerenti ai rapporti tra proprietari di fondi confinanti, quali quelli relativi alle distanze, alle luci e alle vedute.

Di conseguenza è illegittima una sanatoria se l'edificio viola le distanze delle vedute dai confini.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato  

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