Primi interventi di protezione civile in Cadore per le alluvioni di giugno-luglio 2025

31 Lug 2026
31 Luglio 2026

Con l’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 1201 del 14.07.2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 171 del 25.07.2026), sono stati approvati i primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi dal giorno 15.06.2025 al 01.07.2025 e nei giorni 12-13.07.2025 nel territorio del Comune di Borca di Cadore e di San Vito di Cadore in Provincia di Belluno.

Post di Alberto Antico – avvocato

Appalti pubblici per la raccolta rifiuti e punteggio tecnico discrezionale per chi rispetta i CAM

31 Lug 2026
31 Luglio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato l’illegittimità della sentenza che, accertata l’asserita erroneità dell’attribuzione di un punteggio tecnico discrezionale, provveda essa stessa a rideterminare il punteggio dell’offerta, sostituendosi alla P.A. nell’esercizio di una valutazione tecnico-discrezionale, dovendo il G.A. limitarsi al sindacato di legittimità e, ove ne ricorrano i presupposti, disporre l’annullamento degli atti impugnati, con rimessione delle valutazioni all’autorità competente.

Nel caso di specie, in riferimento a una gara per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, il criterio premiale, previsto dalla lex specialis, relativo alle migliorie contenute nell’offerta tecnica rispetto alla percentuale minima di veicoli leggeri e pesanti cd. puliti, sulla base dei relativi criteri ambientali minimi (CAM), aveva natura discrezionale: il Giudice di primo grado, attribuendo direttamente zero punti all’offerta dell’aggiudicataria, aveva travalicato i limiti della giurisdizione generale di legittimità.

Ai fini del rispetto dei CAM di cui al d.m. 17 giugno 2021, per i veicoli commerciali leggeri M1 e N1 relativi all’anno 2025 non è necessario che l’offerta preveda esclusivamente veicoli elettrici, essendo qualificabili come veicoli puliti anche quelli che rispettano i limiti emissivi previsti dalla disciplina di settore. Ai fini dell’applicazione di tali CAM, i veicoli pesanti omologati all’utilizzo di combustibili alternativi, compreso il biodiesel HVO, rientrano nella categoria dei veicoli puliti, mentre le modalità concrete di approvvigionamento e di impiego del combustibile rilevano nella fase di esecuzione del contratto e non ai fini della valutazione dell’offerta tecnica.

In materia di contratti pubblici, ove la lex specialis attribuisca un punteggio premiale correlato al rispetto dei CAM per l’intera durata dell’appalto, le contestazioni concernenti le modalità con cui l’operatore economico darà concreta attuazione agli obblighi ambientali nelle annualità successive all’aggiudicazione attengono alla fase esecutiva del rapporto e non sono, di per sé, idonee a escludere la legittimità della valutazione tecnica effettuata in sede di gara, qualora l’offerta risulti conforme ai requisiti richiesti al momento della presentazione. 

Non giustificano l’azzeramento del punteggio premiale attribuito all’offerta tecnica meri refusi o errori materiali contenuti nella parte descrittiva dell’offerta, quando essi risultino immediatamente riconoscibili, non incidano sulle tabelle riepilogative rilevanti ai fini della valutazione e non alterino il contenuto sostanziale della proposta tecnica.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il giudizio di anomalia dell’offerta: la congruità dei costi della manodopera

31 Lug 2026
31 Luglio 2026

Il TAR Catania ha affermato che, nelle gare pubbliche per l’affidamento di servizi, il giudizio di verifica dell’anomalia dell’offerta formulato dalla stazione appaltante ha natura globale e sintetica. Esso, esprimendo un tipico potere tecnico discrezionale, è sindacabile dal G.A. solo in caso di manifesta illogicità o di erroneità fattuale dell’operato della commissione di gara, che rendano palese l’inattendibilità complessiva dell’offerta. Il sindacato giurisdizionale, pertanto, non può essere esteso a un’autonoma verifica della congruità dell’offerta e delle singole voci.

Nell’ambito della valutazione della congruità dei costi della manodopera indicati dall’operatore economico, le tabelle ministeriali sul costo medio orario, di cui all’art. 41, co. 13 d.lgs. 36/2023, costituiscono un parametro non vincolante e giustificabile ai sensi del successivo art. 110. La loro inosservanza, pertanto, non comporta l’esclusione automatica, in quanto solo il mancato rispetto dei trattamenti salariali minimi inderogabili può fondare l’illegittimità dell’aggiudicazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. TAR Catania n. 1766-2026

Verifica di anomalia dell’offerta con il cd. Metodo A

31 Lug 2026
31 Luglio 2026

Il TAR Catania ha affermato che nelle procedure di aggiudicazione di contratti di appalto cd. sotto soglia con il criterio del prezzo più basso, l’art. 54 d.lgs. 36/2023 consente alla stazione appaltante di scegliere, alternativamente, uno dei tre metodi di calcolo della soglia di anomalia delle offerte descritti nell’Allegato II.2 d.lgs. cit. Con particolare riferimento al “Metodo A”, il legislatore ha confermato l’operatività del metodo del cd. taglio delle ali e dei consolidati principi giurisprudenziali formatisi sotto la vigenza della normativa previgente, tra cui anche il criterio del cd. blocco unitario, enunciato dall’Adunanza Plenaria (sent. n. 5/2017), in base al quale le offerte di identico ammontare devono essere accantonate sia nel caso in cui si collochino al margine delle ali, che al loro interno. Tale criterio, che si contrappone a quello cd. assoluto, trae origine dal combinato disposto dell’art. 86, co. 1 d.lgs. 163/2006 con l’art. 121, co. 1 d.P.R. 207/2010, il quale costituisce l’esatto antecedente lessicale della clausola oggi racchiusa nella lett. a) del succitato Metodo A.

L’individuazione del metodo di calcolo della soglia di anomalia, incidendo direttamente sulla determinazione delle offerte da assoggettare a verifica ovvero da escludere automaticamente, costituisce un momento essenziale dell’esercizio della discrezionalità tecnico-amministrativa riservata alla stazione appaltante e, pertanto, deve essere espressamente contenuta negli atti di gara o in altro provvedimento riferibile alla P.A., ai sensi dell’art. 54, co. 2 d.lgs. 36/2023. Nel caso in cui sulla piattaforma telematica sia presente una “scheda informativa” contenente l’indicazione del metodo, tuttavia non sorretta da alcuna previa consapevole determinazione della P.A. (derivando, piuttosto, da una mera impostazione di default del sistema informatico), tale indicazione “atipica” non è idonea a integrare il bando, colmando lacune su aspetti procedurali o tecnici non disciplinati, e non è soggetta ad autonoma impugnazione.

Il principio di invarianza della soglia di anomalia, di cui all’art. 108, co. 12 d.lgs. 36/2023, preclude il ricalcolo della soglia per effetto di modifiche incidenti a posteriori sulla platea degli operatori economici legittimamente partecipanti, al fine di evitare impugnazioni meramente strumentali, ma non impedisce al ricorrente di contestare il calcolo delle medie e delle soglie, ovvero la non corretta applicazione dei criteri tecnici e matematici previsti dalla lex specialis, al fine di ottenere una nuova determinazione della soglia di anomalia conforme ai parametri normativi. Pertanto, il ricorso diretto a contestare il concreto modus procedendi della commissione nell’effettuare il cd. taglio delle ali, al fine di individuare la soglia di anomalia, è ammissibile.

In base al combinato disposto dell’art. 120 c.p.a. con gli artt. 36, co. 1-2 e 90 d.lgs. 36/2023, il termine di trenta giorni per l’impugnazione degli atti di gara decorre dalla ricezione della comunicazione dell’aggiudicazione ai sensi dell’art. 90 cit., ovvero dal momento in cui gli atti sono resi disponibili mediante la piattaforma digitale ai sensi dell’art. 36 cit., poiché solo in tale momento l’operatore economico acquisisce, o è posto in condizione di acquisire, piena conoscenza dell’atto lesivo e dei relativi presupposti. Ne consegue che i verbali di gara, quali atti endoprocedimentali privi di rilevanza definitoria del rapporto giuridico tra P.A. e privati, non comportano il decorso del termine decadenziale e non sono soggetti all’immediata impugnazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Permesso di costruire convenzionato e polizza fideiussoria

30 Lug 2026
30 Luglio 2026

Una sentenza del TAR Veneto si occupa del permesso di costruire convenzionato e della sua polizza fideiussoria prevista nella convenzione.

Il TAR riassume le caratteristiche di questo permesso.

Giova, anzitutto, richiamare sinteticamente la disciplina dell’art. 28 bis del d.P.R. n. 380/2001.

Il permesso di costruire convenzionato costituisce uno speciale titolo edilizio che consente la realizzazione di interventi in contesti giĂ  urbanizzati o suscettibili di rapida infrastrutturazione, mediante un modulo procedimentale semplificato rispetto alla pianificazione attuativa ordinaria.

In tale prospettiva, lo strumento, introdotto dal legislatore in un’ottica di semplificazione procedimentale, è finalizzato a evitare il ricorso a piani attuativi complessi, pur garantendo, attraverso la convenzione, il soddisfacimento degli interessi pubblici connessi all’intervento edilizio.

La funzione è, infatti, quella di “assicurare una disciplina accessoria del permesso di costruire, andando oltre la dimensione provvedimentale e consentendo di strutturare e regolare un rapporto di durata che rende più articolata la relazione giuridica tra il richiedente e l’amministrazione comunale” (Cons. Stato, sez. IV, 30 maggio 2023, n. 5293; in termini sez. IV, 26 settembre 2025,n. 7564).

Esso si caratterizza, quindi, per l’integrazione tra il provvedimento amministrativo e un accordo (o convenzione), volto(a) a disciplinare puntualmente gli obblighi del privato, così da assicurare un ordinato assetto del territorio.

Sul punto, l’art. 28 bis delinea un istituto complesso, nel quale si fondono due strumenti giuridici differenti: un atto consensuale, la convenzione – approvata dal Consiglio comunale e stipulata nelle forme proprie dell’atto negoziale –, e un atto provvedimentale, il permesso di costruire.

Post di Dario Meneguzzo avvocato

Read more

Vincoli conformativi ed espropriativi: il caso dell’allargamento di una strada comunale

30 Lug 2026
30 Luglio 2026

Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione della differenza tra i vincoli espropriativi e i vincoli conformativi, posti dagli strumenti urbanistici.

A seguire, ha esaminato il caso di una previsione di allargamento di una strada comunale, contenuta in una delibera di adozione di una variante semplificata al P.I. ex art. 14-bis l.r. Veneto 11/2004, per l’asserita correzione di un errata trasposizione cartografica. Emergeva però che il PAT comunale non prevedeva il surriferito intervento; la relativa viabilità costituiva un’infrastruttura secondaria e interna a una singola zona, pur collegando più unità immobiliari; il tracciato del previsto ampliamento incideva in modo puntuale sulla proprietà del ricorrente, limitandone le capacità edificatorie; esso era destinato a essere attuato attraverso la realizzazione di un’opera pubblica da parte del Comune, previa espropriazione dei mappali interessati; l’originaria previsione dell’intervento risaliva a quarant’anni prima.

Il TAR ha riconosciuto la natura espropriativa di tale vincolo, che avrebbe dovuto essere introdotto seguendo l’iter ordinario delle varianti al P.I., che consente una piena partecipazione dei soggetti interessati.

La natura conformativa va riconosciuta alla diversa fattispecie della “rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e dei relativi impianti” menzionata dall’art. 7, co. 2, n. 1 l. 1150/1942. L’indicazione di opere di viabilità nel piano regolatore generale comporta, in via ordinaria, un vincolo di inedificabilità delle parti di territorio interessate, che non concreta un vincolo preordinato all’esproprio, a meno che non si tratti, in via eccezionale, di destinazione assimilabile all’indicazione delle reti stradali all’interno e a servizio delle singole zone, come tali riconducibili a vincoli imposti a titolo particolare, di carattere espropriativo. Si veda anche l’art. 13, co. 1, lett. j l.r. Veneto 11/2004, secondo cui le infrastrutture di maggior rilevanza del territorio comunale sono individuate dal Piano di Assetto del Territorio (PAT).

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Pareri resi dalla P.A. in sede di conferenza di servizi: le statuizioni successive devono essere coerenti

30 Lug 2026
30 Luglio 2026

Nel caso di specie, il privato chiedeva un permesso di costruire per la realizzazione di un nuovo fabbricato destinato al rimessaggio e alla custodia dei veicoli su un’area di sua proprietà.

In sede di conferenza di servizi, ASPI rendeva una valutazione di massima favorevole al progetto, subordinandola al rispetto di due condizioni: la dimostrazione dei titoli autorizzativi del tombinamento parziale dei due fossati consortili realizzato per l’accessibilità del fondo, eseguito entro la fascia di rispetto autostradale, e la sottoscrizione di un atto unilaterale d’obbligo di ripristino dei luoghi a richiesta di ASPI o del Ministero concedente.

Il privato presentava una SCIA in sanatoria per l’opera di tombinamento e allegava alla medesima l’atto unilaterale d’obbligo di ripristino, pur non avendo mai ricevuto il facsimile cui ASPI aveva subordinato la formalizzazione definitiva dell’impegno.

Il Comune trasmetteva la SCIA in sanatoria ad ASPI, che però non dava alcun riscontro, cosicché il privato doveva instaurare un giudizio avverso il silenzio-inadempimento con domanda cautelare. Il giorno prima dell’udienza, ASPI produceva un parere negativo sulla SCIA in sanatoria, per violazione del vincolo autostradale.

Il TAR Veneto ha ravvisato un corto circuito logico nel comportamento di ASPI.

Il privato, nel momento in cui prendeva atto di essere sprovvisto di un titolo edilizio relativo ai tombinamenti realizzati, non poteva fare altro che chiedere un titolo in sanatoria, il quale era negato dal Comune sul rilievo della mancanza del parere di ASPI. Quest’ultima, se avesse ravvisato ab origine l’incompatibilità della presenza delle opere di tombinamento nella fascia di rispetto autostradale, anziché fornire una prescrizione diretta all’ostensione del titolo edilizio, avrebbe dovuto fare rilevare la predetta incompatibilità già nell’ambito della conferenza di servizi. In tale contesto, teoricamente, sarebbe stato corretto richiedere un titolo già formato per i manufatti di cui si discute.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Il pubblico impiego non privatizzato (in particolare, il personale militare)

30 Lug 2026
30 Luglio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la materia dell’inquadramento nel pubblico impiego si caratterizza per la presenza di atti autoritativi di inserimento del personale nell’organizzazione dei pubblici uffici, che regolano lo status del dipendente pubblico, ossia il coacervo dei diritti (tra cui quello al trattamento giuridico ed economico) e dei doveri inscindibilmente connessi a quella posizione cristallizzata dall’inquadramento, con la conseguenza che quest’ultimo deve essere impugnato nel termine di decadenza, stanti gli effetti lesivi che da essi derivano direttamente sia sul piano giuridico che economico.

In particolare, i vari provvedimenti con i quali la P.A. dispone circa l’anzianità dei militari fissano autoritativamente il dies a quo dell’anzianità giuridica riconoscibile: ogni pretesa al riguardo, in quanto radicata su posizioni di interesse legittimo, e non di diritto soggettivo accertabile dal G.A., può essere azionata soltanto mediante la tempestiva impugnazione dei provvedimenti ritenuti illegittimamente incidenti su di esse.

In carenza della tempestiva e puntuale impugnazione dei provvedimenti attributivi dello status che il ricorrente rivestiva al momento della proposizione del ricorso, se ne è determinata l’inoppugnabilità, che osta all’accoglimento della pretesa del ricorrente, anche ai fini meramente economici.

Post di Alberto Antico – avvocato

Read more

Misure urgenti in materia di prezzi petroliferi e sull’ILVA

29 Lug 2026
29 Luglio 2026

Con il d.l. 27 luglio 2026, n. 133 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 172 del 27.07.2026), in vigore dal 28.07.2026, sono state approvate disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi all’ulteriore crisi dei mercati internazionali, nonché disposizioni in materia di ILVA s.p.a. in amministrazione straordinaria.

Post di Alberto Antico – avvocato

Ristoro ai Comuni delle minori entrate derivanti dall’esenzione IMU per gli immobili occupati abusivamente nel 2024

29 Lug 2026
29 Luglio 2026

Nel sito del Ministero dell’interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, area tematica «La finanza locale», contenuto «I decreti» (cfr. comunicato pubblicato in G.U., Serie generale n. 173 del 28.07.2026), è stato pubblicato il testo integrale del decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 5 maggio 2026, corredato dell’allegato A «Nota metodologica concernente il riparto anno 2024» e allegato B «Riparto del contributo anno 2024», relativo al fondo di 62 milioni di euro, per il ristoro ai Comuni delle minori entrate derivanti dall’esenzione IMU per gli immobili occupati abusivamente, di cui all’art. 1, co. 82 l. 197/2022, parzialmente ripartito, per l’anno 2024, per un importo complessivo di 2.930.542 euro, secondo i criteri, le modalità definite nell’allegato A e nelle misure indicate nell’allegato B.

Post di Alberto Antico – avvocato

© Copyright - Italia ius | Diritto Amministrativo Italiano - mail: info@italiaius.it - Questo sito è gestito da Cosmo Giuridico Veneto s.a.s. di Marangon Ivonne, con sede in via Centro 80, fraz. Priabona 36030 Monte di Malo (VI) - P. IVA 03775960242 - PEC: cosmogiuridicoveneto@legalmail.it - la direzione scientifica è affidata all’avv. Dario Meneguzzo, con studio in Malo (VI), via Gorizia 18 - telefono: 0445 580558 - Provider: GoDaddy Operating Company, LLC