Sostituzione del progettista nei pubblici appalti

27 Mar 2026
27 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, in base al combinato disposto degli artt. 94, co. 2; 96, co. 5; 97, co. 1 e 2; 104, co. 6 d.lgs. 36/2023, interpretati alla luce del principio del risultato, la sostituzione del progettista indicato, sprovvisto dei requisiti generali o speciali di partecipazione, debba avvenire, a iniziativa dello stesso concorrente (specie nei casi in cui la mancanza di requisiti del detto progettista sia già nota al concorrente e non derivi dai controlli effettuati dalla P.A.) e, in assenza di diverse previsioni del bando, nel limite temporale generale ed inderogabile, costituito dall’adozione del provvedimento di aggiudicazione, che non può essere per tale ragione dilazionata.

Nell’appalto integrato il progettista indicato, benché soggetto esterno all’operatore economico e non qualificabile come concorrente, deve nondimeno soddisfare sia i requisiti generali sia quelli speciali, pena l’esclusione del concorrente che lo abbia designato. È possibile la sostituzione del progettista indicato che abbia perso in corso di gara i requisiti, purché la stessa non determini, nel caso concreto, una modificazione sostanziale dell’offerta, atteso il coinvolgimento del professionista indicato, sia nella redazione dell’offerta, sia nell’esecuzione del contratto.

Post di Alberto Antico – avvocato

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I princìpi del risultato e della fiducia nei pubblici appalti

27 Mar 2026
27 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che i princìpi del risultato e della fiducia, sebbene codificati solo dal d.lgs. 36/2023, svolgendo una funzione regolatoria, devono guidare l’interprete nella lettura e nell’applicazione della disciplina di gara, anche in relazione a procedure di gara soggette  al d.lgs. 50/2016, rendendosi funzionali a conseguire il miglior risultato possibile nell’affidare ed eseguire i contratti, all’esito di un realizzato contesto partecipativo ispirato all’attuazione della massima concorrenzialità, altrimenti precluso dall’interpretazione formalistica ed escludente delle disposizioni della lex specialis.

Nel caso di specie, era ammissibile, in assenza di una previsione della lex specialis di gara prevista a pena di esclusione, la designazione dell’archeologo da parte del raggruppamento temporaneo di professionisti indicato, anziché dal concorrente, laddove le indagini archeologiche siano distinte dall’attività di progettazione stricto sensu intesa.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Le misure di self-cleaning, ai fini dei pubblici appalti

27 Mar 2026
27 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la direttiva 24/2014/UE non impedisce la valutazione delle misure di self-cleaning assunte in corso di gara, relative a fatti insorti dopo la presentazione dell’offerta. Pertanto, anche in relazione a procedure disciplinate dal d.lgs. 50/2016, deve ritenersi ammissibile la loro adozione anche in un momento successivo alla presentazione dell’offerta, sempre che si verta in ipotesi di cause di esclusione intervenute dopo tale momento, o in un momento di poco antecedente, che non abbia reso possibile la loro adozione prima del momento della presentazione dell’offerta, dovendo le misure essere tempestive, comunque entro il termine ultimo dell’aggiudicazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Il Piano economico finanziario del servizio di gestione dei rifiuti

27 Mar 2026
27 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha annullato la deliberazione con la quale un Consiglio comunale approvava il Piano economico finanziario del servizio di gestione dei rifiuti, a causa della (dichiarata) mancata integrale copertura dei costi, in violazione dell’art. 117 TUEL.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Procedimento di rilascio del permesso di costruire e sospensioni dei termini dettate dalla normativa sul Covid-19

27 Mar 2026
27 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 103, co. 1 d.l. 18/2020, come convertito dalla l. 27/2020, ha previsto che, ai fini del computo dei termini relativi ai procedimenti amministrativi pendenti al 23 febbraio 2020, non si tenga conto del periodo compreso tra detta data e il 15 aprile 2020, termine prorogato al 15 maggio dall’art. 37 d.l. 23/2020, come convertito dalla l. 40/2020. Tale sospensione, tuttavia, non ha comportato un arresto totale dell’attività amministrativa, ma solo un differimento nella scadenza dei termini procedimentali.

Nel caso di specie, la domanda di PdC risaliva al 30 marzo 2019; la richiesta di integrazione documentale – rimasta inevasa – era formulata il 16 aprile 2020 (cioè 383 giorni dopo); il preavviso di rigetto era datato 10 maggio 2021 (i.e. successivo di 772 giorni rispetto al deposito dell’istanza); il diniego era disposto il 29 giugno 2021 (822 giorni dopo il suo avvio).

La sospensione dei termini de quibus per un totale di 29 giorni (dal 16 aprile 2020, data di invio della richiesta istruttoria, sino al 15 maggio 2020) non produceva alcun effetto viziante rispetto alla legittimità dell’atto impugnato.

Dopo la negativa chiusura del procedimento, il Comune non poteva certo ammettere alcuna documentazione integrativa depositata tardivamente, non esistendo nell’ordinamento alcun istituto codificato o prassi seguita dagli uffici, che il ricorrente chiamava “coda” (sic), in cui valorizzarla per riaprire una vicenda ormai definita.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Variante urbanistica e titolo edilizio

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il T.A.R. Veneto, muovendo dal presupposto che l’eventuale annullamento di una variante urbanistica che consente un intervento edilizio non travolge automaticamente il titolo rilasciato dal Comune (viziato da invalidità ad effetto cd. viziante e non cd. caducante), afferma che il ricorso promosso avverso lo strumento urbanistico generale è improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse se non è stato tempestivamente impugnato anche il pdc, atteso che in caso di accoglimento del ricorso il titolo, anche se illegittimo, rimarrebbe comunque efficace.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Sulla potestà di regolamentare le insegne pubblicitarie

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il T.A.R. ricorda che le Pubbliche Amministrazioni hanno ampia discrezionalità nel regolamentare l’apposizione della cartellonista pubblicitaria, dettando divieti e/o criteri. Tali scelte amministrative, infatti, possono essere censurate solo se abnormi e/o manifestamente irrazionali e/o irragionevoli.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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Chi chiede una sanatoria, non può poi dire di non aver commesso abusi edilizi…

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che è inammissibile per difetto d’interesse il motivo di ricorso al G.A. teso ad affermare la legittimità di un comportamento autodenunciato come abusivo in sede sostanziale (nel caso di specie, con la presentazione di un’istanza di PdC in sanatoria), quale utilizzo non corretto dello strumento processuale, venendo dedotti, in ragione dell’esito del procedimento sfavorevole all’istante, fatti incompatibili con la condotta spontaneamente e volontariamente assunta in sede amministrativa.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Sanatoria edilizia e preavviso di rigetto

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che la violazione del contraddittorio procedimentale è idonea ad inficiare la legittimità del provvedimento anche nei procedimenti vincolati, quale quello di sanatoria (nel caso di specie, ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001), quando il contraddittorio procedimentale con il privato interessato avrebbe potuto fornire alla P.A. elementi utili ai fini della decisione, ad esempio in ordine alla ricostruzione dei fatti o all’esatta interpretazione delle norme da applicare.

Affinché la violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 comporti l’illegittimità del provvedimento impugnato, però, il privato non può limitarsi a denunciare la lesione delle proprie garanzie partecipative, ma è anche tenuto ad indicare gli elementi, fattuali o valutativi, che, se introdotti in fase procedimentale, avrebbero potuto influire sul contenuto finale del provvedimento. La violazione dell’art. 10-bis cit. è idonea a determinare l’annullamento del diniego di sanatoria, qualora, alla stregua degli elementi deduttivi e istruttori forniti dal privato, sia dubbio che, in caso in osservanza delle disposizioni procedimentali in concreto violate, il contenuto dispositivo dell’atto sarebbe stato identico a quello in concreto assunto.

Nel caso di specie, la sanatoria non era comunque concedibile, giacché attualmente l’area in questione ricade in Zona A, inserita all’interno di un Piano Particolareggiato con la previsione di demolizione dell’opera abusiva.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Qualificazione dei consorzi stabili e diritto intertemporale

26 Mar 2026
26 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’art. 225, co. 13, II periodo d.lgs. 36/2023 è una norma di interpretazione autentica dell’art. 47, co. 2-bis d.lgs. 50/2016, provvista ex se di valore retroattivo, non soggetta al regime di cui al successivo art. 229, co. 2 di efficacia differita.

Pertanto nei consorzi stabili, nel vigore del d.lgs. 50/2016, anche in relazione agli appalti di lavori, è sufficiente la qualificazione in proprio del consorzio, a nulla rilevando l’assenza di qualificazione SOA dell’impresa esecutrice.

Post di Alberto Antico – avvocato

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