Da quale giorno il deposito di un documento nel fascicolo del processo davanti al GA fa decorrere il termine per la sua impugnazione

24 Giu 2026
24 Giugno 2026

Una interessante sentenza del TAR Veneto spiega che il deposito di un documento nel fascicolo del processo davanti al giudice amministrativo è un fatto idoneo a generare la piena conoscenza del provvedimento e a fare decorrere il termine per la sua impugnazione, anche se l'accesso a tale fascicolo è riservato all'avvocato difensore e il comune cittadino non può farlo, perchè si presume che l'avvocato dialoghi col suo assistito.

Ma da quale giorno si calcola il termine per la impugnazione? Il TAR risponde che non necessariamente è dal giorno in cui il documento è stato depositato nel fascicolo, perchè bisogna che l'avvocato sia diventato consapevole che il documento è stato depositato.

Infatti in relazione al dies a quo del termine di impugnazione, appare recessivo l’orientamento che individua il mero deposito del documento in giudizio come evento idoneo ad integrare la piena conoscenza, non sussistendo in capo al difensore della Parte un onere di consultazione quotidiana del fascicolo.

A tal fine appare, invece, rilevante il termine per l'avvocato per depositare documenti e memorie (perchè in tale momento l'avvocato ha l'onore di consultare il fascicolo del processo).

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Entro quale termine la P.A. deve costituirsi nel processo amministrativo?

24 Giu 2026
24 Giugno 2026

La questione viene chiarita dal TAR Veneto nella sentenza n. 1961 del 2025: "Sempre in rito, va invece respinta l’eccezione di tardiva costituzione dell’amministrazione comunale sollevata dalla difesa... Va evidenziato, in primo luogo, che il termine per la costituzione delle parti in giudizio di cui all’art. 46 c.p.a. ha carattere ordinatorio e non perentorio“ essendo ammissibile la costituzione della parte sino all’udienza di discussione del ricorso; peraltro, nel caso di costituzione tardiva, la parte incorre nelle preclusioni e nelle decadenze dalle facoltà processuali di deposito di memorie, documenti e repliche ove siano decorsi i termini di cui all’art. 73, comma 1, c.p.a. sì che la costituzione è in tal caso ammessa nei limiti delle difese orali (ex multis, Cons. Stato, sez. V, 13 giugno 2024, n. 5319)”.(Cons. Stato, Sez. IV, 6 dicembre 2024, n. 9789).

Inoltre il Comune non è decaduto da alcuna facoltà processuale, atteso che “le facoltà previste dall’art. 73 c.p.a. sono, in linea di principio, connesse ad ogni pubblica udienza, a prescindere dalla circostanza che sia stato disposto il differimento ad altra data di un’udienza già fissata.” (TAR Veneto, Sez. II, 16 settembre 2024, n. 2171).

Sentenza TAR Veneto 1961 del 2025

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

La sanatoria ex art. 38 dpr 380/2001 si applica nel caso di SCIA inibita? L’articolo 38 non richiede la doppia conformità

24 Giu 2026
24 Giugno 2026

Nel caso in esame la ricorrente contestava il rilascio di una sanatoria edilizia per la violazione dell’art. 38 del TU Edilizia, in quanto non vi era stato alcun permesso di costruire annullato: le opere erano state infatti realizzate in base a SCIA e DIA.

Secondo la ricorrente, nel caso di SCIA inibita il comune può legittimare gli interventi ex post solo con la procedura disciplinata dall’art. 36 del d.P.R.380/2001, ovvero solo subordinatamente alla c.d. “doppia conformità”.

Il TAR ha evidenziato in senso contrario che, ai sensi dell’art. 38 comma 2 bis del d.P.R. 380/2001 “Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli interventi edilizi di cui all'articolo 23, comma 01, in caso di accertamento dell'inesistenza dei presupposti per la formazione del titolo”.

Quindi l'articolo 38 non richiede la doppia conformità, ma una valutazione "ora per allora" e, di conseguenza, si applica anche se la normativa nel frattempo sia cambiata e non ci sia la doppia conformità.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Concessioni demaniali marittime

24 Giu 2026
24 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che il diritto del concessionario uscente al riconoscimento di un indennizzo da parte del subentrante è subordinato alla prova dell’esistenza di investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione. La mancata adozione del decreto ministeriale recante i criteri per la quantificazione degli indennizzi non giustifica il mancato avvio delle procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative. Analogamente la mancata previsione dell’indennizzo nel bando di gara non ne giustifica la revoca.
La proroga di tali concessioni prevista dall’art. 3 l. 118/2022, poi modificato dal d.l. 131/2024 (come convertito dalla l. 166/2024), fino alla conclusione delle procedure selettive e comunque non oltre il 30 settembre 2027, non è incompatibile con la direttiva 2006/123/CE e con l’art. 49 TFUE, quando opera come misura transitoria funzionale allo svolgimento delle gare e non come strumento volto a ritardarne l’espletamento. Essa assume natura di proroga tecnica, coerente con l’obbligo di procedere all’affidamento mediante procedure concorrenziali.

Post di Alberto Antico – avvocato

sent. CdS n. 4121-2026

La revoca di un’autorizzazione per l’installazione di una stazione radio base (formatasi per silenzio-assenso, su cui sia calato il giudicato)

24 Giu 2026
24 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la revoca di un’autorizzazione per l’installazione di una stazione radio base, la cui formazione sia avvenuta per silentium e sulla quale si sia formato un giudicato, può essere disposta solo al ricorrere dei presupposti di cui all’art. 21-quinquies l. 241/1990, a condizione che l’esercizio del potere di secondo grado non sia surrettiziamente volto al superamento della res iudicata, non potendo la mera sopravvenienza di una nuova normativa regionale o di un regolamento comunale costituire di per sé motivo sufficiente per la revoca e dovendo la P.A. dimostrare l’esistenza di sopravvenute esigenze di pubblico interesse specifiche e concrete che giustifichino il ritiro del provvedimento.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Residui afferenti al rendiconto della gestione degli enti territoriali: modalità di trasmissione alla banca dati delle PP.AA.

23 Giu 2026
23 Giugno 2026

Con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 12 giugno 2026 (pubblicato in G.U., Serie generale n. 142 del 22.06.2026), è stato approvato un aggiornamento del decreto 12 maggio 2016, al fine di ridefinire le modalità di trasmissione alla banca dati delle amministrazioni pubbliche delle informazioni riguardanti i residui afferenti al rendiconto della gestione degli enti territoriali.
Il decreto è consultabile al seguente link:
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-06-22&atto.codiceRedazionale=26A03075&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura

23 Giu 2026
23 Giugno 2026

Nel sito del Ministero dell’economia e delle finanze è stato pubblicato il testo integrale del decreto 27 febbraio 2026 con il quale, ai sensi dell’art. 15, co. 10-bis l. 108/1996, è stata data attuazione alla riforma del Fondo di prevenzione dell’usura, avviata con l’art. 1, co. 864-866 l. 207/2024 (legge di bilancio per il 2025).
Si veda il comunicato stampa in merito del MEF:
https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2026/Usura-operativa-riforma-Fondo-prevenzione-MEF-ampliato-e-semplificato-accesso-al-credito-per-famiglie-e-PMI-a-rischio/.

Post di Alberto Antico – avvocato

Il Comune non può inibire una SCIA commerciale per questioni edilizie prima di avere provveduto sulla istanza di sanatoria di abusi edilizi

23 Giu 2026
23 Giugno 2026

Il TAR Veneto ricorda che, secondo un consolidato orientamento interpretativo, l’esercizio di attività commerciali sia in sede di rilascio del relativo titolo autorizzatorio, sia per l'intera durata del suo svolgimento presuppone la regolarità urbanistico-edilizia dei locali utilizzati.(Cons. Stato, Sez. V, 7 novembre 2022, n. 9786).

Tuttavia, se prima viene presentata la SCIA commerciale e poi una domanda di sanatoria di opere abusive ex art. 36 del D.P.R. 380/2001, il Comune non può inibire la SCIA commerciale, dicendo che l'interessato si è autodenunciato per gli abusi edilizi, ma deve decidere sulla sanatoria e poi eventualmente provvedere in materia commerciale.

Post di Dario Meneguzzo - avvocato  

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Se si presenta una domanda di sanatoria ex art. 36 TUE, non si può poi pretendere che il Comune applichi le regole più favorevoli del 36 bis

23 Giu 2026
23 Giugno 2026

Nel caso esaminato dal TAR la ricorrente sosteneva che sull’istanza di sanatoria, pur presentata ai sensi dell’art. 36 del TUE, si sarebbe formato il silenzio-assenso decorsi 45 giorni senza l’adozione di alcun provvedimento comunale, in applicazione della nuova disciplina recata dall’art. 36 bis del TUE, mentre il Comune riteneva – per contro – che sull’istanza si fosse formato il silenzio rigetto alla scadenza del termine di 60 giorni dalla presentazione dell’istanza, in applicazione del disposto dell’art. 36 già menzionato.

Il TAR ha dato ragione al Comune, dicendo che il Comune non ha l'onere di riqualificare la domanda, andando a cercare di sua iniziativa le disposizioni più favorevoli all'interessato. 

Post di Dario Meneguzzo - avvocato

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Legittimazione al processo amministrativo avente ad oggetto la legittimità di opere edilizie sul lastrico solare condominiale

23 Giu 2026
23 Giugno 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che nel processo amministrativo avente ad oggetto la legittimità del diniego di accertamento di conformità per opere realizzate sul lastrico solare condominiale, anche se di proprietà esclusiva, il condominio deve essere individuato quale controinteressato necessario, in ragione della disciplina speciale che il codice civile riserva al lastrico solare. Nondimeno, i singoli condòmini sono legittimati all’intervento ad opponendum a sostegno della legittimità del diniego di sanatoria, essendo titolari di un interesse differenziato e qualificato alla conservazione della statica, dell’aspetto architettonico e delle condizioni di luce e aria dei piani sottostanti.

La mancata notificazione al condominio non può essere sanata dall’intervento spontaneo di singoli condòmini, avvenuto dopo la scadenza del termine di decadenza per l’impugnazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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