La vetrata scorrevole a chiusura di una pergotenda

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, per valutare il carattere abusivo di un’opera edilizia, occorre porla in relazione con il contesto immobiliare in cui s’inserisce, in modo da apprezzarne l’impatto complessivo sul territorio. Pertanto, è legittima l’ordinanza di demolizione riferita all’istallazione sine titulo di una vetrata, posta a chiusura di una pergotenda insistente su uno spazio già chiuso su tre lati, comportante pertanto la chiusura totale, con conseguente aumento di volumetria.

È così stata riformata la sentenza di prime cure, che aveva annullato l’ingiunzione di demolizione ritenendo che la vetrata in questione, in quanto scorrevole su binari ed installata solo per un lato della pergotenda, non conduceva ad una chiusura permanente dell’area da essa interessata, che restava immutata nei suoi tratti essenziali (in particolare sagoma, superficie utile a fini commerciali, volume), né ne comportava un’indebita estensione o un incremento e non conduceva a una diversa ed ulteriore utilizzazione dell’area interessata dalla pergotenda, già destinata alla ristorazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Sottoprodotto idoneo al riempimento di una discarica

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai fini della qualificazione di una sostanza o di un oggetto come sottoprodotto e non come rifiuto, da poter utilizzare per il riempimento di una ex cava, già adibita a discarica, in sede di recupero ambientale, devono ricorrere contestualmente tutte le condizioni di cui alle lett. a, b, c, d dell’art. 184-bis, co. 1 del codice dell’ambiente. La certezza del riutilizzo di cui alla lett. b cit. non deve essere delibata in astratto, ma in concreto, in relazione alla destinazione effettiva e certa del materiale, per cui la stessa deve escludersi laddove lo stesso non sia conforme ai parametri delle concentrazioni soglia di contaminazione previste dalla colonna A, Tabella 1, allegato 5, parte IV del medesimo codice, valevole per i siti ad uso verde pubblico e privato residenziale, da applicarsi in relazione alla destinazione d’uso dell’area interessata dall’intervento di recupero ambientale.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Impugnazione dell’autorizzazione paesaggistica da parte del controinteressato

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il TAR Catania ha affermato che l’autorizzazione paesaggistica ex art. 146, co. 4 d.lgs. 42/2004, costituendo – a differenza del parere reso dall’Ente di tutela nei procedimenti di condono edilizio – un provvedimento autonomo (seppur presupposto) rispetto al titolo edilizio, può formare oggetto di impugnazione, da parte del controinteressato, tuttavia al solo fine di far valere interessi connessi alla tutela paesaggistica. Invero, l’interesse a ricorrere non coincide con ogni potenziale lesione connessa all’edificazione (predicabile, in termini di interesse concreto e attuale, solamente con il rilascio del titolo edilizio abilitativo) ma solo con il preciso pregiudizio (integrato da una lesione diretta e attuale della sfera giuridica del ricorrente) connesso agli interessi oggetto di valutazione da parte dell’Ente di tutela.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Metodo tariffario dell’ARERA per i rifiuti solidi urbani

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che lo scopo dei criteri del metodo tariffario previsto dalle delibere ARERA (cd. MTR) non può essere individuato nella finalità di disciplinare la verifica dell’anomalia delle offerte nelle gare di appalto indette dalla P.A. per il servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani, non avendo le stesse la finalità di determinare i corrispettivi contrattuali dovuti al gestore del servizio stesso, ma di fornire alla P.A. una indicazione sulle tariffe massime da applicare in relazione alla TARI, e, dunque, al corrispettivo che cittadini e imprese saranno tenuti a pagare per il servizio rifiuti.

Nel caso di specie, il Consiglio ha riformato la sentenza di prime cure che, non considerando adeguatamente l’effettiva funzione del criterio MTR-2, aveva ritenuto che la P.A. dovesse farne uso anche in sede di valutazione dell’anomalia dell’offerta della concorrente prima classificata, giudicando illegittima ed immotivata la decisione assunta nel senso favorevole all’aggiudicataria, in quanto frutto di un non corretto esercizio da parte della Stazione appaltante della sua discrezionalità.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Contratti agrari e beni demaniali

11 Mar 2026
11 Marzo 2026

Il T.A.R. statuisce che, rispetti ai beni demaniali e/o del patrimonio indisponibile, non sono applicabile le norme che regolamentano i contratti agrari, atteso che il sinallagma che lega l’Amministrazione ed il privato è sussumibile nel genus del contratto di concessione.

Post di Matteo Acquasaliente - avvocato

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L’autorizzazione sismica ex art. 94 d.P.R. 380/2001

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che il rilascio dell’autorizzazione sismica prevista dall’art. 94 d.P.R. 380/2001 rappresenta un adempimento necessario “per l’inizio dei lavori” (così già la rubrica dell’articolo in questione) e non presenta, pertanto, alcun rilievo ai fini della legittimità del relativo titolo edilizio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La cura dell’interesse viabilistico in capo ai Comuni

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Nel caso di specie il responsabile dell’Area Vigilanza di un Comune esprimeva un parere viabilistico negativo, che poi conduceva ad un diniego di variante al titolo edilizio.

Il TAR Veneto ha affermato che tale parere costituisce legittima espressione delle competenze demandate al Comune il quale, ai fini del rilascio del titolo edilizio, è tenuto ex art. 12 d.P.R. 380/2001, a valutare l’adeguatezza delle opere di urbanizzazione primaria esistenti.

Quanto alle nuove immissioni o diramazioni dalle strade esistenti, si veda anche l’art. 22, co. 1 e 4 d.lgs. 285/1992, cd. codice della strada.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Inadempimento dell’obbligo di cessione delle aree al Comune assunto in sede di convenzione di lottizzazione

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il TAR Veneto ha affermato che il Comune conserva l’interesse all’accertamento in sede giudiziale dell’inadempimento del privato riferito al trasferimento gratuito della proprietà delle aree individuate nella convenzione urbanistica anche in seguito all’avvio del procedimento di esproprio delle stesse per la realizzazione di un’opera di pubblica utilità, posto che si declina in relazione al percepimento della relativa indennità di esproprio.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Prodotti da forno e CAM

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il TRGA Bolzano ha affermato che, per ottenere il punteggio premiale per il sub criterio “filiera corta” e per il sub criterio “chilometro zero”, valgono solo i prodotti presenti nel “paniere”, laddove mere varianti di gusto di uno stesso prodotto non possono essere considerate singolarmente.

Nella logica della filiera non può dirsi prodotto da “filiera corta” quello realizzato con una materia agricola primaria proveniente da una filiera lunga, dettando i criteri ambientali minimi (CAM) una regola di approvvigionamento. Secondo i CAM, per i prodotti con più ingredienti, si guarda all’ingrediente, vale a dire la materia agricola primaria più rappresentativa in termini di peso.

L’alimento da forno prodotto può dirsi a “filiera corta” solo se prodotto in ambito locale con materia primaria proveniente a sua volta da “filiera corta”.

Post di Alberto Antico – avvocato

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La differenza giuridica tra il cartomante e il ciarlatano

10 Mar 2026
10 Marzo 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la cartomanzia, da ritenersi attività lecita ex se, va distinta da quella che trasmoda in illiceità perché caratterizzata da note modali truffaldine e approfittatrici dell’altrui credulità, cd. ciarlataneria. Lo sconfinamento nell’area della ciarlataneria si verifica quando il messaggio commerciale che accompagna l’offerta del servizio tende a rappresentare la prestazione divinatoria non nella sua impalpabile valenza predittiva, ma come strumento realmente efficace ed infallibile per la preveggenza del futuro, con la connessa richiesta di una contropartita commisurata al maggior valore che la prestazione, per come artatamente rappresentata, assumerebbe, ovvero quando, per le modalità e/o le circostanze in cui si svolge la relazione tra cartomante e cliente, essa denota l’approfittamento da parte del primo della eventuale situazione di particolare debolezza psicologica del secondo.

Post di Alberto Antico – avvocato

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