Seminario da remoto del Comune di Spinea su cambio d’uso, sottotetti e vincoli cimiteriali

03 Feb 2026
3 Febbraio 2026

Venerdì 27 febbraio 2026, dalle 9.30 alle 13.30.

Relatori: prof. avv. Alessandro Calegari e avv. Domenico Chinello.

Coordinatore scientifico: arch. Fiorenza Dal Zotto.

Info e link per l'iscrizione nella locandina allegata.

Webinar 27-02-2026 CambioUso Sottotetti Cimiteri

Approvato il nuovo Testo unico sull’IVA

03 Feb 2026
3 Febbraio 2026

Con il d.lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 24 del 30.01.2026), è stato approvato il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA).

Il decreto è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-01-30&atto.codiceRedazionale=26G00022&elenco30giorni=true.

Post di Alberto Antico – avvocato

Proroga dello stato di emergenza per le alluvioni del 23-24 settembre 2024

03 Feb 2026
3 Febbraio 2026

Con la delibera del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio 2026 (pubblicata in G.U., Serie generale n. 26 del 02.02.2026), è stato prorogato di ulteriori 12 mesi lo stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 23 e 24 settembre 2024 nel territorio dei Comuni di Arcugnano, di Barbarano Mossano, di Castegnero, di Longare, di Nanto e di Villaga della Provincia di Vicenza e del Comune di San Giovanni Ilarione della Provincia di Verona.

La delibera è consultabile al link:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-02&atto.codiceRedazionale=26A00452&elenco30giorni=false.

Post di Alberto Antico – avvocato

La nozione di centro abitato, a fini viabilistici e a fini urbanistici

03 Feb 2026
3 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che, ai fini dell’osservanza delle distanze delle costruzioni dal ciglio stradale, rileva esclusivamente la nozione di centro abitato di natura viabilistica, come tipizzata dal codice della strada e delimitata con delibera di Giunta comunale, insuscettibile di integrazione mediante criteri empirici o urbanistici, quali il “centro abitato di fatto” inteso come presenza di un aggregato di case continue e vicine, anche distante dal centro, ma suscettibile di espansione.

Invece, non esiste a livello normativo una definizione di centro abitato a fini urbanistici: esso è definito da una delibera consiliare sulla base di un criterio meramente empirico, in quanto fondato sul riscontro in fatto di un raggruppamento continuo di fabbricati, costituenti un insieme organico.

La presenza di un aggregato edilizio continuo non vale ad estendere la perimetrazione del centro abitato ai fini viabilistici effettuata dalla Giunta comunale, né a derogare alle distanze minime stradali. La destinazione urbanistica rileva solo nei casi espressamente previsti dall’art. 26 d.P.R. 495/1992, che stabilisce una minore distanza ove si versi al di fuori dei centri abitati ma all’interno delle zone previste come edificabili o trasformabili dallo strumento urbanistico generale. La nozione viabilistica di centro abitato è ontologicamente differente da quella introdotta dall’art. 18 l. 865/1971 ai fini dell’indennità di esproprio.

La delimitazione di centro abitato a fini urbanistici è un atto discrezionale, sindacabile solo ove si riveli illogico o incongruo, mentre l’analogo provvedimento disciplinato dal codice della strada è un atto vincolato, in quanto il legislatore non si limita soltanto ad individuare l’organo competente, i termini per l’adozione del provvedimento e le modalità della sua pubblicazione, ma prevede dettagliatamente i presupposti che consentono di includere un insieme di edifici nel centro abitato. L’elencazione dei requisiti del centro abitato contemplati dall’art. 3, co. 1, n. 8 del codice della strada è tassativa e insuscettibile di estensione analogica, non competendo alla P.A. locale alcuna ponderazione degli interessi sottesi, in tale ambito, alla disciplina della circolazione stradale. I Comuni, chiamati ad operare la delimitazione dei centri abitati ai fini della circolazione stradale, sono tenuti ad applicare rigidamente i parametri normativi previsti dalla legge.

Post di Alberto Antico – avvocato

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L’apposizione del vincolo culturale non preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento

03 Feb 2026
3 Febbraio 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che l’atto di apposizione del vincolo di bene culturale va annullato, per violazione dell’art. 7 l. 241/1990, qualora il ricorrente non si limiti a dedurre la mera violazione formale derivante dall’omessa comunicazione di avvio del procedimento, ma apporti anche elementi nuovi e specifici che, ove fosse stato correttamente attivato il contraddittorio procedimentale, avrebbero potuto condurre a una diversa determinazione.

Post di Alberto Antico – avvocato

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Tettoie e pergolati

03 Feb 2026
3 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ricorda che il pergolato è una struttura aperta su tre lati e priva di copertura, che non richiede alcun titolo edilizio; al contrario, la tettoia è una struttura non facilmente amovibile e coperta, soggetta quindi al rilascio di un titolo.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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PossibilitĂ  di risolvere la clausola che stabilisce la perequazione

03 Feb 2026
3 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha evidenziato che alla clausola contrattuale che prevede la perequazione non si applicano agli artt. 1456 e 1457 c.c. in materia di risoluzione del contratto; il Giudice peraltro ricorda anche che gli impegni di cui ad una convenzione urbanistica devono essere considerati prendendo come parametro l’intera funzione economico-sociale dell’accordo tra privato e Comune, e non i singoli impegni assunti.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Rassegna di giurisprudenza in materia di espropri e di opere pubbliche

03 Feb 2026
3 Febbraio 2026
  1. Indennizzo da acquisizione sanante e questioni di giurisdizione

Il TAR Veneto ha affermato che la giurisdizione del G.O. sulle contestazioni indennitarie sussiste anche quando coesistono contestazioni che investono sia la legittimità del decreto ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, sia la quantificazione dell’indennizzo.

Sentenza TAR Veneto 1428 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

    2. L’acquisizione sanante

Il TAR Veneto ha offerto una pregevole ricostruzione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, cd. T.U. espropri.

Sentenza TAR Veneto 1428 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

     3.  L’acquisizione sanante ex art. 42-bis T.U. espropri

Il TAR Sardegna ha offerto utili princìpi in materia.

In particolare, l’Ente utilizzatore dell’opera realizzata sine titulo su un terreno privato deve preliminarmente verificare se risponda maggiormente all’interesse pubblico la restituzione dei terreni (previa rimozione dell’opera pubblica realizzata), oppure la loro acquisizione al patrimonio indisponibile, attraverso l’adozione di un’apposita deliberazione del Consiglio comunale competente, ai sensi dell’art. 42, co. 2, lett. l TUEL, a deliberare in ordine ad acquisti e alienazioni immobiliari.

sent. TAR Sardegna n. 166-2026

Post di Alberto Antico – avvocato

    4. Progetto di opera pubblica: basta una variante al P.I.?

Nel caso di specie, il ricorrente lamentava che un progetto di opera pubblica – a lui sgradito – sarebbe stato illegittimamente approvato in variante al solo P.I., in particolare per quanto riguardava le modifiche alla viabilità, mentre nessuna variazione sarebbe stata apportata al PAT.

Il TAR Veneto ha respinto il motivo di ricorso.

La fascia di rispetto stradale connessa all’opera pubblica è disciplinata dal Codice della strada e dev’essere rappresentata, attraverso un’attività di natura meramente ricognitiva, negli elaborati costituenti il P.I., i quali solo, pertanto, devono essere aggiornati: l’aggiornamento avviene d’ufficio con apposita determinazione dirigenziale.

Non è, pertanto, necessaria una modifica o aggiornamento del PAT, che, del resto, contiene disposizioni strutturali che delineano le scelte strategiche di assetto e sviluppo del territorio comunale (e non riguarda opere minute e di dettaglio, come le rotatorie stradali, normalmente prive di valenza strategica).

Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

     5. Progetto di opera pubblica e interesse antisismico

Nel caso di specie, il ricorrente lamentava che un progetto di opera pubblica – a lui sgradito – sarebbe stato illegittimo per mancanza dell’autorizzazione sismica.

Il TAR Veneto ha respinto il motivo di ricorso.

La tipologia di variante al P.I. di cui trattavasi (connessa a modifiche viabilistiche) rientrava nell’ambito applicativo della D.G.R.V. n. 899/2019, in base alla quale per le “varianti minori” il parere ex art. 89 d.P.R. 380/2001 non è necessario, ma è sufficiente l’asseverazione del progettista di cui la Regione prende atto autorizzando comunque la variante.

Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

    6. Occupazione d’urgenza nei casi in cui gli espropriandi siano più di cinquanta

Il TAR Veneto ha affermato che l’art. 22-bis, co. 2 d.P.R. 327/2001 legittima l’occupazione d’urgenza nell’ipotesi in cui il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a cinquanta, senza la necessità di motivare riguardo all’urgenza di realizzare l’opera e, quindi, indipendentemente dalla sussistenza di specifiche ragioni d’urgenza, che in tal caso sono presunte ex lege, in quanto l’espletamento del procedimento di determinazione dell’indennità di espropriazione in relazione ad un così elevato numero di proprietari espropriandi ritarderebbe eccessivamente l’effettiva esecuzione delle opere, per le quali è già stata dichiarata la pubblica utilità, nonché l’urgenza e l’indifferibilità dei lavori.

Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

    7. Cosa succede se, a seguito di un esproprio parziale, il proprietario si ritrova con un fondo intercluso?

Il TAR Veneto ha affermato che la circostanza che, a seguito di espropriazione per pubblica utilità, la porzione residua dei fondi di proprietà del soggetto espropriato possa divenire interclusa, non rende illegittima la procedura espropriativa, ma semplicemente gli attribuisce il diritto di ottenere, ai sensi dell’art. 1054 c.c., la costituzione di una servitù di passaggio coattiva che gli garantisca, senza pagamento di indennità, l’accesso alla pubblica via. Tale servitù di passaggio può essere costituita sullo stesso fondo espropriato, ove possibile, ovvero, in caso contrario, su fondi confinanti, senza oneri a carico del proprietario espropriato. In entrambi i casi, peraltro, si tratta di questione di natura prettamente civilistica, estranea (e successiva) alla procedura espropriativa, da far valere dinanzi al competente giudice civile. Nell’ambito della procedura espropriativa, la sopravvenuta interclusione della porzione residua del fondo di proprietà del soggetto espropriato può rilevare solo sotto il profilo indennitario, nella concreta quantificazione del quale si dovrà tener conto della perdita di valore subita dalla porzione di fondo non espropriata per effetto della perdita di accesso diretto alla rete viaria pubblica.

Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

     8. Esproprio di un bene condominiale

Il TAR Veneto ha affermato che, ove il bene da espropriare sia un terreno di proprietà condominiale, la procedura espropriativa dev’essere indirizzata nei confronti di tutti i condòmini e non nei confronti del solo condominio.

Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

     9. Garanzie partecipative nel procedimento espropriativo e questioni di competenza

Il TAR Veneto ha sottolineato la differenza tra la risposta alle osservazioni del privato ex art. 16, co. 12 d.P.R. 327/2001, che si riferisce alla fase deliberativa antecedente all’approvazione del progetto, dalla comunicazione ai sensi del successivo art. 17, che è effettuata dopo l’approvazione del progetto ed è volta, in particolare, a consentire al proprietario di “fornire ogni elemento utile per determinare il valore da attribuire all’area ai fini della liquidazione della indennità di esproprio” (cfr. comma 2 art. cit.). Laddove l’esproprio sia di competenza comunale, quest’ultima comunicazione può essere assunta dal dirigente.

Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

    10. Procedura espropriativa con variante al P.I.

Il TAR Veneto ha affermato che, in presenza di una variante urbanistica al P.I. necessaria per la diversa conformazione di una porzione delle aree e per l’apposizione del vincolo espropriativo, in base al combinato disposto degli artt. 12 e 19 d.P.R. 327/2001, l’approvazione da parte del Consiglio comunale del progetto definitivo costituisce adozione della variante e l’approvazione di quest’ultima dichiara la pubblica utilità dell’opera.

La competenza del Consiglio comunale consegue all’applicazione della procedura speciale di cui agli artt. 19, co. 2 d.P.R. cit. e 24 della l.r. Veneto 27/2003.

La dichiarazione di pubblica utilità dell’opera è divenuta efficace al momento dell’approvazione, sempre da parte del Consiglio comunale, della variante urbanistica, che ha anche comportato il vincolo preordinato all’esproprio ai sensi dell’art. 9 d.P.R. 327/2001.

Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

    11. Notifica dell’avvio del procedimento diretto all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio

Il TAR Veneto ha offerto un’applicazione dell’art. 11, co. 2 d.P.R. 327/2001, secondo cui, qualora i soggetti espropriandi siano in numero superiore a cinquanta, l’avviso di avvio del procedimento diretto all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio può essere pubblicato su quotidiani nazionali e locali, nonché sul sito informatico della Regione e del Comune.

Sentenza TAR Veneto 1664 del 2025

Post di Alberto Antico – avvocato

L’usufruttuario può presentare un’istanza di titolo edilizio?

02 Feb 2026
2 Febbraio 2026

Il TAR Veneto precisa che la titolarità alla presentazione di un titolo edilizio comportante modifiche irreversibili del fabbricato può spettare sì al co-usufruttuario, ma solo se vi è il consenso dell’altro co-usufruttuario nonché dei nudi proprietari.

Post di Alessandra Piola – avvocato

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Le novitĂ  in materia di agibilitĂ  apportate dalla cd. riforma Salva casa

02 Feb 2026
2 Febbraio 2026

Il TAR Veneto ha affermato che il comma 5-bis dell’art. 24 d.P.R 380/2001, inserito dalla cd. riforma Salva casa, attribuisce al progettista la valutazione dell’adeguatezza delle soluzioni progettuali adottate, anche, specificamente, in tema di «altezza» dei locali di cui viene fissato dalla normativa un valore minimale, con possibilità di attestare la «deroga».

In sede di «asseverazione», permane un parametro di riferimento per il progettista che ha la necessità di constatare l’esistenza del rispetto del limite minimo di 2,70 m di altezza per i locali abitabili, ovvero l’applicabilità della (ammessa) possibilità della «deroga» (nuova, introdotta dalla normativa del 2024) ma solo in caso di riconosciuto rispetto (e riscontro) delle condizioni alternative/compensative (“almeno una”), fissate, in modo determinato ed esplicito dal successivo comma 5-ter art. cit. (quali elementi concreti condizionanti la deroga).

Nel caso di specie, trattandosi della richiesta di cambio d’uso da residenziale a turistico, si doveva anche fare riferimento, a livello regionale, all’art. 5 All. A alla D.G.R.V. 31 marzo 2015, n. 419.

Post di Alberto Antico – avvocato

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