Nel procedimento di convalida ed eventuale proroga del TSO, è obbligatoria la difesa tecnica

07 Nov 2026
7 Novembre 2026

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 35 l. 833/1978, nella parte in cui non prevede che la persona sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio (TSO) sia assistita, nella procedura di convalida ed eventuale proroga, da un difensore di fiducia o, in mancanza, da uno d’ufficio.
Atteso che il TSO incide sulla libertà fisica della persona, ed esige quindi le garanzie di cui all’art. 13 Cost., la difesa tecnica è necessaria, quale presidio obbligatorio dei diritti di chi è sottoposto alla misura. A tal fine, è insufficiente la difesa tecnica facoltativa, in quanto la nomina di un difensore di fiducia presuppone un sufficiente grado di lucidità dell’interessato e il suo inserimento in un adeguato contesto socio-familiare, restandone quindi esclusi proprio i soggetti più vulnerabili.
Solo la difesa tecnica obbligatoria assicura a ogni persona l’assistenza professionale nel momento in cui subisce una coazione fisica autoritativa, a prescindere dalle forme in cui il suo disagio psichico si manifesti e dalla sua condizione economica e sociale.
D’ora in poi, quindi, il procedimento di convalida ed eventuale proroga del TSO dovrà conoscere le seguenti scansioni:
- quando le è comunicata l’ordinanza che dispone il TSO, la persona che vi è sottoposta deve essere avvisata della facoltà di nominare un difensore di fiducia;
- se questo non è nominato, la persona stessa è assistita da un difensore d’ufficio, che il giudice tutelare designa tra gli iscritti negli elenchi di cui all’art. 29 disp. att. c.p.p.;
- il difensore di fiducia, o quello d’ufficio, è tempestivamente avvertito e può partecipare all’audizione svolta dal giudice tutelare ai fini della convalida;
- al medesimo difensore va notificato il decreto sulla convalida;
- analoghe garanzie valgono in caso di proroga del TSO.

Post di Alberto Antico – avvocato

Le clausole del bando di gara che favoriscono in modo illegittimo la partecipazione dei concorrenti

07 Nov 2026
7 Novembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la clausola della legge di gara che, in violazione del codice dei contratti pubblici, facoltizzi espressamente l’offerente al ricorso all’avvalimento anche per un requisito speciale, non è nulla, ma annullabile, sicché la relativa illegittimità non può essere rilevata d’ufficio, ma è onere della parte interessata di provvedere all’impugnazione di quest’ultima unitamente all’aggiudicazione. Tale fattispecie, infatti, non può essere sussunta nell’ipotesi normativa di illegittima introduzione di requisiti partecipativi che ostacolino la partecipazione alla gara, per la sola quale è invece sancita espressamente la nullità, in quanto essa, seppur in via illegittima, amplia all’opposto la partecipazione delle imprese concorrenti interessate.

Post di Alberto Antico – avvocato

Requisiti tecnici e professionali negli appalti di servizi e forniture

07 Nov 2026
7 Novembre 2026

Il TAR del Lazio, Sede di Roma ha affermato che, negli appalti di servizi e forniture, il requisito di capacità tecnica e professionale deve essere posseduto cumulativamente dal raggruppamento temporaneo nel suo complesso, senza necessaria corrispondenza con la quota di esecuzione di ciascun componente, salvo che la lex specialis, in ragione delle peculiarità della prestazione, ne imponga il possesso pro quota o pro parte in capo ai singoli esecutori.

Il d.lgs. 36/2023 non ha esteso agli appalti di servizi e forniture la regola della necessaria corrispondenza tra requisiti di qualificazione e quota di partecipazione o di esecuzione. Tale interpretazione è coerente sia con la funzione del raggruppamento temporaneo, che consente agli operatori economici di cumulare i rispettivi requisiti, sia con la responsabilità solidale dei suoi componenti per l’adempimento dell’intera prestazione contrattuale.

Post di Alberto Antico – avvocato

Appalti a misura e offerta economica

07 Nov 2026
7 Novembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che negli appalti a misura, il valore negoziale o meramente indicativo del computo metrico estimativo dipende dalle prescrizioni della lex specialis: ove i prezzi unitari offerti concorrano alla determinazione del corrispettivo in relazione alle quantità effettivamente eseguite, essi assumono valore negoziale. In tale ipotesi, la discordanza tra i relativi importi determina l’indeterminatezza dell’offerta economica.

È rettificabile l’errore materiale nell’offerta economica solo se immediatamente riconoscibile e se la volontà effettiva dell’offerente sia univocamente desumibile dall’offerta medesima, senza ricorso a fonti esterne o ad attività integrative o ricostruttive.

Il soccorso istruttorio non può comportare l’integrazione o la modificazione di un elemento essenziale dell’offerta economica, risolvendosi altrimenti in un’inammissibile alterazione postuma della volontà negoziale dell’offerente, in violazione della par condicio.

Nella fattispecie è stata ritenuta inammissibile la rettifica, effettuata a seguito della richiesta di chiarimenti della stazione appaltante, dei prezzi unitari di alcune lavorazioni a misura, al fine di rendere il computo metrico estimativo corrispondente all’importo derivante dal ribasso percentuale, poiché l’operazione comportava una sostanziale modificazione dell’offerta economica e non la mera correzione di un errore materiale.

Post di Alberto Antico – avvocato

Asseverazione del PEF in una procedura di finanza di progetto

07 Nov 2026
7 Novembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che la clausola della lex specialis di gara che, nell’ambito di una procedura di finanza di progetto, richieda che l’asseverazione del piano economico-finanziario (PEF) sia resa esclusivamente da istituti di credito, società di servizi costituite dagli istituti medesimi o società di revisione, non è nulla per contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione, ancorché l’art. 193, co. 10 d.lgs. 36/2023 ammetta in via generale l’asseverazione anche da parte di persone fisiche. Il principio di tassatività opera infatti con riguardo alle clausole che introducano requisiti soggettivi di partecipazione ulteriori rispetto a quelli stabiliti dalla legge, mentre non trova applicazione alle prescrizioni che disciplinano il contenuto dell’offerta.

Nell’interpretazione della disciplina di gara, è necessario preliminarmente privilegiare il significato letterale, secondo le regole dettate dagli artt. 1362 ss. c.c., sicché, ove la clausola del bando, prevista a pena di esclusione, abbia un contenuto inequivoco, da un punto di vista letterale e logico, non è possibile fare riferimento al principio generale del favor partecipationis o all’interpretazione ragionevole della disposizione, dovendosi altresì escludere interpretazioni integrative contrarie al canone di buona fede interpretativa di cui all’art. 1366 c.c.

Post di Alberto Antico – avvocato

Ottemperanza e accesso agli atti impossibile

06 Nov 2026
6 Novembre 2026

Il TAR Catania ha affermato che è infondato il ricorso per l’ottemperanza a una sentenza che abbia ordinato l’ostensione di documenti non materialmente detenuti dalla P.A. Invero, in assenza della documentazione oggetto dell’istanza di accesso, non può essere pronunciata una sentenza di accoglimento con mera funzione di accertamento dell’obbligo, avente un valore puramente formale e non suscettibile di concreta esecuzione. In tali casi, la P.A. assolve l’onere di dare esecuzione alla sentenza dichiarando la mancata detenzione dei documenti, non essendo invece tenuta alla predisposizione ex novo di un documento a carattere lato sensu certificativo, trattandosi di un’attività estranea al perimetro del diritto di accesso.

In materia di accesso ai documenti amministrativi, la dimostrazione dell’esistenza del documento richiesto grava sul richiedente, il quale può assolvere tale onere anche in via indiziaria o presuntiva, ma non anche attraverso mere supposizioni, semplici illazioni o astratte congetture.

Post di Alberto Antico – avvocato

Requisizione in uso di beni privati

06 Nov 2026
6 Novembre 2026

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche (TSAP) ha affermato che la requisizione in uso di beni privati, quale misura ablativa eccezionale incidente sul diritto di proprietà garantito dall’art. 42 Cost. e dall’art. 835 c.c., è legittima soltanto in presenza di una situazione concreta e attuale di necessità e urgenza, non fronteggiabile mediante gli ordinari strumenti giuridici; deve perseguire uno specifico interesse pubblico e deve essere limitata nel tempo. È pertanto illegittimo il provvedimento che disponga la requisizione senza fissarne la durata, ovvero per fronteggiare esigenze meramente eventuali e future, configurando una sostanziale “requisizione preventiva” incompatibile con i principi di tipicità, proporzionalità e temporaneità dell’istituto.

La dichiarazione di uno stato di emergenza idrica di carattere generale non è di per sé sufficiente a giustificare l’adozione di un provvedimento di requisizione ai sensi dell’art. 835 c.c., essendo necessario che la P.A. accerti e motivi in concreto l’esistenza di un fabbisogno pubblico attuale, non fronteggiabile mediante strumenti ordinari, nonché l’impossibilità di ricorrere a misure meno invasive. Ne consegue l’illegittimità della requisizione fondata su una situazione emergenziale soltanto potenziale o astrattamente ipotizzabile, ovvero sorretta da motivazioni formulate soltanto successivamente all’adozione del provvedimento ablatorio.

In materia di requisizione temporanea, l’indennizzo previsto dall’art. 835 c.c. costituisce un elemento essenziale dell’istituto e può essere determinato anche successivamente all’adozione del provvedimento ablatorio. Ne consegue che sono inammissibili l’impugnazione della comunicazione di avvio del procedimento di determinazione dell’indennità, in quanto atto endoprocedimentale privo di immediata lesività, nonché le censure rivolte contro la misura dell’indennizzo, quando la P.A. non abbia ancora esercitato in via definitiva il relativo potere di determinazione e liquidazione, essendo precluso al giudice pronunciarsi su poteri non ancora esercitati.

Post di Alberto Antico – avvocato

Se la P.A. dà esecuzione a un’ordinanza cautelare, ciò non comporta acquiescenza

06 Nov 2026
6 Novembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che non può configurarsi acquiescenza della P.A., laddove la stessa abbia dato mera esecuzione a un’ordinanza cautelare, trattandosi di un adempimento imposto dalla provvisoria efficacia del comando giudiziale e, quindi, di comportamento privo di quel carattere volontario, libero e incompatibile con la successiva coltivazione delle proprie ragioni processuali che costituisce il necessario presupposto dell’acquiescenza.

Post di Alberto Antico – avvocato

L’indennizzo da mero ritardo

06 Nov 2026
6 Novembre 2026

Il TAR Catania ha affermato che l’indennizzo da mero ritardo di cui all’art. 2-bis, co. 1-bis l. 241/1990 può essere riconosciuto, ai sensi dell’art. 28 d.l. 69/2013, come convertito dalla l. 98/2013, esclusivamente per i procedimenti amministrativi relativi all’avvio e all’esercizio dell’attività di impresa, previa tempestiva attivazione del potere sostitutivo, mediante il quale l’interessato deve richiedere l’emanazione del provvedimento non adottato.

Infatti, è rimasto a tutt’oggi inattuato il comma 12 dell’art. 28 cit., nella parte in cui demanda a un regolamento l’eventuale graduale applicazione dell’indennizzo da mero ritardo a procedimenti amministrativi diversi da quelli individuati al precedente comma 10.

Post di Alberto Antico – avvocato

Cambio d’uso di singole unità immobiliari e di interi fabbricati

05 Nov 2026
5 Novembre 2026

Il Consiglio di Stato ha affermato che le prescrizioni agevolative in tema di mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante tra categorie funzionali diverse e non omogenee (mutamento verticale), introdotte dall’art. 23-ter d.P.R. 380/2001 dalla cd. riforma Salva casa, si applicano ai soli mutamenti concernenti singole unità immobiliari e non alle opere riguardanti interi fabbricati, per le quali le agevolazioni restano limitate ai mutamenti interni alla medesima categoria funzionale (mutamento orizzontale).

Post di Alberto Antico – avvocato

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